Notizie Sicurezza sulle attrezzature di lavoro

Abilitazione Attrezzature di Lavoro Sicurezza
Patentini certificati per operatori qualificati
Rinnovo Aggiornamento Patentino Muletto
Rinnovo Aggiornamento Patentino Gruista per gruisti
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Rinnovo Aggiornamento Patentino Gruista per gruisti
Rinnovo Aggiornamento Patentino Gruista per gruisti
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Notizie Sicurezza sulle attrezzature di lavoro

Basta improvvisare, bisogna sapere
Dalle nostre attività, ma anche a seguito di modifiche ed integrazioni normative, abbiamo sempre tratto significativi momenti di crescita! Da qui l'idea di condividere queste riflessioni, queste esperienze ... perché l'informazione è davvero fondamentale ... per chi veramente crede nella "Cultura della Sicurezza" e dei benefici che questa può apportare a ciascuna persona che vede nel proprio lavoro ... un posto in cui sentirsi veramente al sicuro!

Responsabilità dei costruttori di attrezzature
Ognuno di noi, per quanto di competenza ... ha le proprie responsabilità circa le attrezzature di lavoro, il mantenimento della loro efficienza e gli eventuali accidenti che possono accadere mentre si lavora con esse.
All'inizio, in fase di acquisto di un'attrezzatura, il costruttore (fabbricante) del mezzo deve garantire che lo stesso sia conforme ai requisiti essenziali previsti dalla Direttiva Comunitaria che impone la sicurezza in favore delle persone e che porta ad ottenere l'applicazione della Marcatura CE.
I medesimi fabbricanti, inoltre, debbono porre in essere alcuni altri adempimenti ... tra cui dotare l'attrezzatura del libretto d'uso e manutenzione.
E' in questo documento, spesso poco valutato o peggio sottovalutato, che il produttore espone in modo chiaro e senza dubbi le proprie responsabilità. Tuttavia espone anche le responsabilità a carico chi deve gestire l'attrezzatura che, da quando è uscita dalla propria officina o concessionaria, per rimanere sicura ... deve essere oggetto di costanti cure ed utilizzate in un certo dato modo.
Il più delle volte, però, è proprio in questa fase che le responsabilità dei costruttori passano nelle mani (e nelle tasche) di altre persone: ciò avviene semplicemente perchè le attrezzature vengono "mal governate" e, fidatevi, non esistono fabbricanti sciocchi allettati dalla voglia di assumersi pensieri maligni al posto di altri ben meritevoli.
Ma attenzione, in altre ipotesi le responsabilità sono serie anche quando:
- alle attrezzature vengono installati parti o ricambi non previsti dal costruttore
- la manutenzione viene effettuata da personale non esperto nè qualificato
- l'uso dell'attrezzatura avviene da parte di personale non preparato o non idoneo
- vengono installate attrezzature aggiuntive non conformi alla macchina acquistata
La casistica, come sempre preferisco raccontare, è molto più lunga della piccola lista che vi ho proposto ... ma in genere ... le nostre responsabilità iniziano nel momento in cui eseguiamo attività diverse da quanto concordato dal costruttore e che troviamo scritto nei citati manuali d'uso.
Fin quando nulla accade ... nulla succede!
Ma quando le cose non volgono verso la fortuna ... credetemi che in sede ispettiva (ed investigativa in qualche altro caso) ... ognuno vorrà rispondere del proprio operato, lasciando agli altri le responsabilità delle proprie e specifiche azioni.

Pittogrammi attrezzature di lavoro
I costruttori delle attrezzature informano anche tramite pittogrammi applicati sui mezzi stessi. Questi pittogrammi, rappresentati da adesivi o targhette, sono fondamentali e per nessuna ragione al mondo possono essere distolte.
Di pari passo è altrettanto indispensabile che le stesse siano sempre visibili.
Le informazioni comuni sono quelle che riguardano le avvertenze (leggere i libretti d'uso ad esempio), ma ne troviamo anche altre di maggiore specificità a seconda della tipologia di attrezzatura e dei conseguenti rischi connessi.
Ancora ad esempio troviamo informazioni circa:
- i livelli di rumore prodotti (espressi in decibel)
- le avvertenze circa i rischi di cesoiamento (come l'amputazione di parte di un arto)
- gli avvisi sui rischi meccanici (proiezioni di fluidi, intrappolamento, etc.)
Ogni informazione apposta, quindi, deve essere ben visibile ... e nei casi di "ammodernamento" del mezzo come la verniciatura ... le stesse debbono essere ri-apposte al pari di come erano in precedenza.
E' giusto dirvi che queste informazioni sono obbligatorie da apporre da parte dei fabbricanti, ma sono altrettanto obbligatori averli sempre a vista.
Questo ragionamento vale anche per le targhette informative circa le portate, i diagrammi di carico, i pesi massimi sollevabili.
Un'informazione "persa" potrebbe essere proprio quella notizia che sarebbe bastata per evitare un indidente di lavoro. Se siete operatori (e pertanto prestatori di lavoro), avvisate dell'importanza i vostri superiori.
Se, invece, siete titolari della vostra azienda ... preoccupatevene di persona in tempi brevi: i rischi non amano aspettare tanto tempo per venirci a trovare.

Lavori in aziende o cantieri diversi
Vedo spesso all'opera persone che si comportano sempre allo stesso modo ... sia quando lavorano presso la propria sede lavorativa ... ma anche quando il lavoro viene svolto presso altre aziende o in altri cantieri.>
Invece, ogni persona, deve rispettare le regole di lavoro decise dal "padrone di casa" ... o dalla persona (o persone) che crea un percorso comune per evitare rischi lavorativi.
Volendo essere subito cattivo ... è giusto dirvi che nei casi di comportamenti diversi da quelli convenuti ... le responsabilità cadono sulle spalle di chi ha dato spazio ad incidenti con conseguenti infortuni o meno, con coinvolgimenti personali anche di natura penale.
Un Escavatorista, un Gruista, un Operatore di Piattaforma Aerea o un Carrellista ... non potranno mai pensare di esprimersi per come loro desiderano ... ma solo rispettando le regole programmate preventivamente.
Ad esempio, fra queste, troviamo:
- regole relative alla circolazione (linee di percorso, segnaletica, aree di sosta, etc.)
- regole di condotta (indossare indumenti ad alta visibilità ed altri d.p.i. previsti)
- regole di emergenza (modalità di allerta nei casi di incendio, ad esempio)
- regole di avviso (nelle situazioni in cui si ravvisino anomalie)
A queste se ne aggiungono certamente altre ed il loro scopo è quello di tutelare sia noi stessi che altre persone ... colleghi o meno di lavoro.
Queste regole di servizio debbono essere comunicate prima dell'inizio dei lavori ... in modo da aver già chiarito in anticipo "chi fa che cosa in un certo modo": ogni luogo di lavoro ha i propri rischi e la conoscenza di questi rischi porta gli Operatori a preparasi per evitare situazioni accidentali.
Per qualsiasi altro dubbio ... è sempre preferibile (ed obbligatorio ai sensi dell'articolo 20 del D.Lgs. 81/2008) avvisare immediatamente i Responsabili della sede lavorativa. Queste persone, allertate prontamente dalla vostra comunicazione, provvederanno a costruire una nuova regola da rispettare: e tutti vissero sicuri e felici!

Documentazione attrezzature di lavoro
Sono molte le attrezzature che vengono adoperate in luoghi diversi dalla sede di lavoro aziendale: il più delle volte ciò accade per quelle attività esterne ... come quelle dell'edilizia, del movimento terra, della movimentazione dei carichi presso terzi, della posa in opera di impianti, tabelloni ed altri lavori.
In questi ambiti le attrezzature debbono essere accompagnate dalla documentazione necessaria anche per esibirla agli organi che possono venire ad ispezionarvi durante l'esecuzione dei lavori.
Quindi, oltre all'abilitazione specifica (ovvero il Patentino) del Conduttore-Operatore, è strettamente necessario:
- essere in regola con le verifiche periodiche di legge (per gru, per piattaforme, etc.)
- disporre del libretto d'uso e manutenzione dell'attrezzatura
- possedere gli elementi identificativi del mezzo (scheda tecnica del costruttore)
- essere in regola con la revisione per i mezzi carrati (camion, ad esempio)
Questi elementi sono "essenziali" ... nel senso che ad essi possono essere richieste documentazioni aggiuntive ... come nei casi, ancora ad esempio, di lavori da effettuarsi in ambienti di natura esplosiva per i quali sono indispensabili le certificazioni "anti-deflagranti" (normativa atex).
In assenza di quanto sopra suggerito, potremmo essere sanzionati:
- con multe di natura pecuniaria
- con provvedimenti di natura penale
- con sospensioni immediate dell'attività lavorativa
Vorrei, quindi, a seguito di questa informativa che verifichiate con particolare attenzione tutta la documentazione necessaria per lavorare in sicurezza e liberi dall'idea di venir sospesi e sanzionati.

Analisi del mezzo
Uno dei requisiti di maggior valore al fine di evitare incidenti ed infortuni col muletto … è l’efficienza del muletto stesso, ovvero, che lo stesso si presenti completamente funzionale … come se fosse il suo primo giorno di lavoro.
Mezzo funzionale significa che ogni suo elemento risponda in modo efficace.
Da una mia personale esperienza … frutto delle tante realtà che visito e dai tanti “racconti” che leggo su internet … buona parte degli incidenti dipendono proprio dalle precarie condizioni dell’attrezzatura.
In pochi termini chiediamo a noi stessi ed al nostri muletto un gran bel lavoro … ma le condizioni (nostre e del muletto nel suo insieme) non sono quelle ottimali.
I motivi per i quali i mezzi non sono al meglio curati sono svariati (perlopiù sciocchi, visto che almeno per una volta conta poco il Dio Denaro). Si va dalla troppa fretta fino ad arrivare alla troppa sicurezza.
Nel primo caso, perché un mezzo fermo equivale per tante imprese a zero produttività; nel secondo caso, perché le persone (soprattutto quelle “esperte”) credono di saper gestire il proprio carrello elevatore in ogni circostanza … anche quando ti frena male o quando non hai un sediolino a norma con tanto di cintura di sicurezza. Ho sempre pensato che nessuno vuol terminare la propria vita mentre lavora … ma è proprio quell’aggeggio che ti frena male o quella cintura sotto la pancia che non hai … che avrebbero portato le persone a casa, seppur sbiancate dalla paura!
I mezzi, quindi, debbono essere visitati, analizzati … meglio con una scheda di verifica. Questa ha come obiettivo quello di elencare ciò che funziona alla grande e ciò su cui bisogna intervenire per garantire la nostra incolumità fisica e quella di altre persone.
Ogni costruttore (per quelli finora conosciuti) pongono nel libretto d’uso e manutenzione delle liste di controllo: se non la possedete, scaricate la nostra guida su internet e stampate quella che noi vi proponiamo.
L’obiettivo è di rendersi conto dei malanni del nostro muletto e di intervenire prontamente mediante un programma di manutenzione.
Quando le persone sono malate stanno a casa; quando i muletti sono malati continuano a lavorare: questa cosa non la capisco proprio!

Attenzione alle variazioni d’uso
Ogni attrezzatura di lavoro nasce per un preciso scopo e al di fuori di esso, non è possibile cambiarne la destinazione.
Talvolta però, alcune attrezzature (le gru su camion ad esempio), possono essere oggetto d’uso diverso da quello originariamente preventivato dal costruttore.
Pensate ancora ad una gru idraulica montata dietro la cabina di un camion: all’inizio nasce come apparecchiatura di sollevamento materiali … ma per come “conformata” … potremmo decidere di agganciargli una cesta cui poter far accedere dei lavoratori e portarli in quota per l’esecuzione dei compiti a loro assegnati. La cosa potrebbe risultare semplice, ma non è così!
La gru, come tale, non considera i rischi delle persone in cesta … visto che la stessa gru nasceva con ben altre intenzioni: pertanto … o togli immediatamente la cesta … o fai si che la tua gru possa legalmente venir utilizzata anche come Ponte Sviluppabile (così chiamate anche le Piattaforma di Lavoro Mobili Elevabili).
In questo ultimo caso, sempre se è possibile tecnicamente questa modifica, alla gru debbono essere aggiunte le sicurezze tipiche di una PLE. Mi riferisco ai dispositivi di sicurezza come:
- gli stabilizzatori anche nella parte posteriore del carro
- l’inclinometro per la verifica delle pendenze
- i comandi in cesta e quelli a terra
- l’ottimizzazione delle valvole di blocco
- il dispositivo di discesa di emergenza
- etc. … … …
A questo punto rimane fondamentale anche l’aver redatto un libretto d’uso e manutenzione specifico per l’attrezzatura di lavoro quand’è in quota.
Prima dell’uso, però, è necessario la verifica di messa in esercizio e, annualmente, le verifiche periodiche obbligatorie.
Entrambe le verifiche hanno come obiettivo … quello di constatare l’efficienza del mezzo ai fini della sicurezza.
Ora abbiamo parlato di una gru … ma ciò potrebbe interessare altre attrezzature di lavoro per le quali vogliamo ampliare i loro scopi lavorativi!

Ogni attrezzatura ha dei limiti
Uno dei problemi, e forse uno dei più importanti, per il quale si verificano incidenti ed infortuni negli ambienti di lavoro ... è l'uso dell'attrezzatura in modo difforme dalle raccomandazioni del costruttore. Capire i limiti di un mezzo ed operare entro quei confini è proprio ciò che consente di lavorare con le migliori e maggiori condizioni di sicurezza.
Ancora una volta si richiede preparazione, molta preparazione specifica ... perchè nessun mezzo è uguale ad un altro, seppur nati per poter compiere simili attività lavorative.
Gli incidenti a seguito di questa mancanza partono da una serie di cause, come ad esempio, la mancanza preventiva di un'efficace valutazione del luogo di lavoro e del compito da eseguire.
In questo caso, gli Operatori-Conduttori, cercano di "conformare" il mezzo alla specificità del servizio da compiere: spesso si lavora al limite (dove per limite intendo condizioni di vera precarietà) ... in altre circostanze (in minoranza netta, ma di assoluto valore in termini di pericolosità) addirittura disabilitando i dispositivi di sicurezza ... il cervello della macchina!
Molte persone, al riguardo proprio di questo ultimo caso, pensano che lavorare con un'attrezzatura disabilitata sia qualcosa di gestibile con le sole competenze ed con l'esperienza che si possiede. Ciò è assolutamente insensato visto che la compattezza di una superficie, i livelli di pendenza ed i limiti di sbraccio ... sono frutto di ragionamenti fisici ... dove ti basta davvero poco per perdere la stabilità, il carico e trovarti vittima di un incidente.
Mi piace raccontare sempre durante i corsi necessari per conseguire i Patentini ... che gli infortuni nella stra-grande maggioranza dei casi ... sono frutto dell'opera dell'essere umano.
Ragionando al contrario ... mi è difficile pensare ad una gru che si ribalta mentre è ferma senza operatore ... e lo stesso vale per ogni altra attrezzatura di lavoro.
Concludendo ... come Operatori attenti dovete preoccuparvi dei limiti di operatività dell'attrezzatura che vi viene concessa in uso ... e che queste informazioni si trovano iscritte nel libretto d'uso e manutenzione che gli Operatori debbono sempre avere a disposizione. Basta con l'improvvisazione, ci vuole preparazione!

Obbligo segnalazione guasti
Mi trovo in molte situazioni lavorative a vedere all'opera persone incaricate nell'uso dei mezzi ... ma questi mezzi, però, non sono propriamente sicuri. A queste stesse persone chiedo come mai non hanno segnalato eventuali anomalie o disfunzioni ... e la loro risposta sta, spesso, nella mancata prontezza da parte delle imprese di intervenire nella riparazione dell'attrezzatura.
E' vero, di frequente capita che le persone comunicano ma non trovano riscontro ... ma ciò non deve sollevarci dalle nostre responsabilità ... visto che noi, come lavoratori-operatori, siamo obbligati a segnalare ogni condizione che può arrecare un aggravio dei rischi lavorativi (articolo 20 d.lgs. n. 81/2008).
Come sempre mi permetto di comunicarvi che, secondo la Legge Sicurezza, esiste una vera e propria scala delle responsbailità: se tu non fai il tuo dovere (e quindi non effettui la segnalazione), le responsabilità potrebbero rimanerti ... e, chiaramente, potresti pagarne le conseguenze.
Certo, so che mi darai forse del predicatore ... e che magari non sai come effettivamente sono i "superiori" nelle imprese ... ma da predicatore (mo ci vuole) ti prego di non accollarti i problemi altrui: in fondo, e voi lo sapete benissimo, venite pagati come operatori ... e nemmeno lontanamente potete assumervi gli oneri altrui.
Ora, la verifica del mezzo che avete in uso, consiste in:
- controllo preventivo (a vista prima di lavorare e provando le funzionalità del mezzo)
- controllo di fine lavoro (per segnalare eventuali interventi di manutenzione)
A queste due fasi si aggiunge la segnalazione di un problema durante l'attività lavorativa: mai attendere la fine del turno, mai pensare che le cose di oggi ... possano essere fatte domani.
E se così non fosse ... cosa potrebbe accadere? Pensaci bene.

Efficienza accessori attrezzature
Sembrano cose strane ... ma ne vedo sempre più ed anche purtroppo con una certa frequenza. Vado in un'azienda o in un cantiere e mi trovo davanti agli occhi un'attrezzatura ben tenuta ... mi guardo ancora attorno, però, e vedo che non posso dire la stessa cosa degli accessori che utilizzano con quegli stessi mezzi!
Sarò ripetitivo (almeno non corro il rischio che qualcuno possa dirmi di non averlo informato), ma ancora una volta confermo il concetto che per lavorare in modo sicuro ... tutto deve essere sicuro ed efficiente ... compresi gli accessori utili insieme alle attrezzature che ci vengono affidate!
Quindi un'attrezzatura di lavoro, seppur nuova, non garantisce massima sicurezza:
- se le forche sono lesionate
- se le funi, le catene o le fasce (brache) sono taglieggiate, sfilacciate, deformate
- se la pinza presenta perdite di olio o allentamenti della forza idraulica
- se le piastre per gli stabilizzatori sono non idonee o consumate
- se la benna è stata modificata per installarla al mezzo
- se sono installate attrezzature aggiuntive in modo improvvisato
- se non sono presenti i relativi dispositivi di sicurezza
- se ... se ... se ...
Un altro comportamento assolutamente da tenere per migliorare la sicurezza è quello di mantenere efficienti questi accessori: ciascuno di questi viene commercializzato con le note del costruttore ... e in queste note troviamo dettagliatamente le modalità di manutenzione ed assistenza.
Noi, come operatori-conduttori, abbiamo il preciso obbligo di segnalare qualsiasi malfunzionamente ... ma altrettanto ogni dubbio circa la funzionalità dell'accessorio stesso. Un obbligo, lom ricordo, dettato dal Testo Sicurezza 81/2008: il suo mancato rispetto può portarci a rispondere circa danni a persone o cose.
Preoccupatevi anche della specificità dell'accessorio: in pochi termini, prima di installarlo o di farne uso col vostro mezzo di lavoro ... verificate che sia installabile ed idoneo. Queste informazioni, laddove non presenti in forma scritta, potete richiederle in qualsiasi momento ai costruttori delle attrezzature o a quelle degli accessori che avete intenzione di utilizzare.

A volte siamo preposti
In genere, in un gruppo di lavoro, c'è sempre una persona che è referente, in termini di responsabilità, di tutti gli altri membri che compongono il gruppo stesso. Questa figura (capo operatori attrezzature, responsabile cantiere, etc.) viene definita dalla Legge come Preposto alla Sicurezza dei Lavoratori.
Un ruolo scomodo per certi versi, ma sicuramente pieno di responsabilità, soprattutto se tu (come responsabile del gruppo), lavori in modo non sicuro ed altrettanto fai compiere alle persone che invece dovresti tutelare.
Inizio subito dicendovi che se un vostro collega, cui voi garantite, viene ad essere danneggiato a seguito di un incidente sul lavoro ... di questa persona potreste esserne il vero responsabile dell'accaduto.
Ad esempio ... analizziamo questo semplice scenario:
- state lavorando con la gru e siete solo
- vi trovate a dover legare al meglio il carico che dovete movimentare
- e chiedete una mano ad un vostro collega
- questi non è per nulla capace di come deve essere fatto in sicurezza quest'attività
- all'improvviso, mentre voi alzate il carico, rimane incastrato con le dita sotto le catene
- le catene procurano danni evidenti alle mani del collega
Domanda finale: <Di chi è la colpa?>
In questa ipotesi di incidente sul lavoro ... le colpe potrebbero essere riversate su voi stessi ... perchè voi avete chiesto ad un vostro collega di compiere un'attività per la quale non era stato efficacemente preparato e protetto.
Ora ... l'esempio sopra riportatato è molto generale ... ma la mia idea sta nel spingervi ad evitare di chiedere a persone di darvi una mano quando queste non possono garantirvi l'esecuzione del lavoro nel rispetto della legge che tutela la sicurezza e la salute sul lavoro. Quando pertanto avete necessità di svolgere lavori di tale genere o comunque pericolosi ... è bene chiedere aiuto a chi può offrirvelo in sicurezza o, al limite, riferire al vostro superiore di questa difficoltà ... dove lui saprà come eseguire il tutto in sicurezza.
Lo ripeto sempre durante i nostri corsi ed oggi non mi risparmio: "prendetevi le responsabilità che vi spettano (e sono già tante) ... lasciate agli altri le proprie!"

Quali muletti a scoppio in aree chiuse?
Di tanto in tanto mi si richiede un parere circa l’uso o meno del muletto all’interno di locali chiusi; altre volte, invece, le persone desiderano la legge che ne fa espresso divieto o altra che ne indica la possibilità.
Come sempre la risposta a domande di questo genere è molto semplice … “come” fare le cose per bene, al contrario, un attimino meno.
Inizio confermando un concetto cardine posto a tutela delle persone che lavorano: il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi … e fra questi anche quello di un carrello elevatore a scoppio che movimenta merci all’interno di un’area chiusa.
Valutare vuol dire, in questo caso, controllare se esistono le condizioni per poter lavorare in un certo modo … e con il caso in questione … la valutazione può dar spazio anche ad indagini di natura tecnica, come la verifica della qualità dell’aria.
No, un muletto che sprigiona scarti della combustione non aspirati debitamente e che inficia la qualità della respirabilità … non può essere utilizzato!
Si, un muletto che sprigiona scarti ma che gli stessi non inficiano la bontà dell’aria … può essere invece utilizzato.
Partiamo adesso da un dato di fatto: un motore a scoppio emana scarti!
Ora vediamo cosa possono produrre, in termini di danno, questi scarti … e qui inizia la valutazione vera e propria.
Alcuni capannoni sono chiusi, ma hanno un sistema di eccellente aspirazione tale da non produrre abbassamento della qualità dell’aria, anche quando il mezzo lavora per un giorno intero in questa area.
Gli stessi capannoni hanno un sistema di media aspirazione che non garantisce un’efficace aspirazione e, pertanto, possono arrecare danno ai lavoratori presenti.
Ancora gli stessi capannoni hanno sistemi sempre di media aspirazione, ma il mezzo lavora per due ore al giorno in modo discontinuo … e ciò non produrrebbe danno ai lavoratori.
Come ben avete notato la casistica potrebbe non finire mai … perché le situazioni variano da azienda ad azienda.
Se proprio non potete farne a meno, io vi consiglierei quelli a motore elettrico … ma se per voi è necessario fare uso di quello a scoppio … beh, valutate in modo tale da non avere brutte sorprese in futuro!

Controlli giornalieri, settimanali, etc.
Tutte le attrezzature di lavoro, per essere sempre più sicure, devono risultare efficienti … il che significa che funzionino per come dovrebbero funzionare.
L’efficienza di un mezzo viene garantita da una cura costante, precisa e qualificata … secondo le indicazioni fornite dal costruttore dell’attrezzature e che sono contenute nel libretto d’uso e manutenzione. In queste guide si evidenziano le periodicità dei controlli che hanno varia cadenza: troviamo, quindi, controlli da eseguire prima di ogni lavoro, durante un certo genere di servizio, a fine giornata, ogni “tot” ore di lavoro, ogni settimana, ogni mese, ogni tre mesi, ogni anno, etc.
Il concetto chiave di queste indicazioni da parte dei costruttori sta, appunto, nell’eseguire questi controlli. Alcuni di questi possono essere attuati dagli operatori … altri, di natura perlopiù tecnica … soltanto da personale esperto e qualificato, come da espressa volontà del testo sicurezza e salute sul lavoro.Il non controllare porta ad assumersi responsabilità importanti … tra cui proprio quelle del costruttore che declina ogni incombenza … quando non viene rispettata la sua volontà in termini di cure ai mezzi. Mi sembra logico e giusto tutto questo … perché anche io (se fossi un costruttore) mi prenderei le mie sole responsabilità e ma i quelle di chi ha operato in modo poco diligente o improvvisato.
E’ preferibile (fatelo e vi fate un grande piacere) istituire un registro ad hoc per queste attività di verifica: se, invece, adottate il sistema a schede … conservatele in un classificatore appositamente istituito per l’occorrenza.
Successivamente, a seguito dei controlli, potremmo nutrire dubbi circa il funzionamento efficace dell’attrezzatura: qui dobbiamo, come obbligo morale e di legge, segnalare immediatamente questa situazione, per espressa previsione normativa contenuta nell’articolo 20 del decreto legislativo numero 81 del 2008 (obblighi dei lavoratori). Una segnalazione non avvenuta, nei casi di infortunio, porterebbe a risponderne in prima persona: prendetevi le vostre responsabilità di per sé già delicate … e lasciate che gli altri si assumano le proprie. Dico male?

Attenzione a chi ci aiuta
Per quanto bravi nell'uso delle attrezzature di lavoro ... potrebbe capitarci di dover chiedere aiuto a qualcuno. A volte abbiamo una carente visibilità, altre volte c'è bisogno fisicamente di più mani oltre alle nostre.
In questi casi, appunto, pensiamo di chiamare il primo che abbiamo nei paraggi ... tanto uno o un'altra persona non fa alcuna differenza ... perchè noi pensiamo di gestire al meglio tutto.
Purtroppo (o per fortuna) non funziona proprio in questo modo ... perchè noi non abbiamo bisogno di una mano ... ma di un aiuto sicuro!
A questo punto rimane di fondamentale importanza capire le capacità ed i limiti del nostro momentaneo compagno di squadra: sarei dell'avviso di verificare bene le competenze di questa persona ... un guaio da lui prodotto, diverrebbe un nostro problema ... se non altro perchè "noi" gli abbiamo chiesto aiuto.
In aggiunta, queste persone, debbono essere protette da specifici dispositivi di protezione individuale ... gli stessi che noi normalmente utilizziamo come, ad esempio, i guanti, le scarpe o l'elmetto.
Oltre ad una spiacevole situazione di incidente con probabile infortunio di persone ... questa situazione "collaborativa" potrebbe investire la nostra persona delle particolari responsabilità di preposto. Il preposto è quella persona che coordina uno o più lavoratori ... e come tale non può non preoccuparsi della salute propria e di altri.
Vedetevi, in questi casi, come il Mastro che si serve della collaborazione del Giovine: capite l'inesperienza del Giovine e la mancanza di diligenza del Mastro nel caso in cui il Giovine produce un infortunio?
Ogni incidente (tranne quelli di genere veramente accidentale) sono frutto di pensieri ed azioni che hanno dato, come esito, proprio un infortunio.
Il caso o il destino, ai fini infortunistici, poco contano: se accade qualcosa di spiacevole ... c'è sempre qualcosa che è andato storto seppur senza volerlo ... ed i Giudici cercano proprio cosa e chi ha generato il tutto.
E chi viene scovato ne paga le conseguenze.

I lavori non sono tutti uguali
Non mi sarei mai soffermato su questo argomento ... se non avessi avuto modo di essere testimone di pensieri (ed azioni) di assurda leggerezza.
Talvolta, anzi con molta frequenza, si pensa che una giornata di lavoro sia identica ad un'altra ... ma subito voglio smontare questa idea ... purtroppo condivisa da molti operatori: pertanto ... un lavoro non è mai uguale ad un altro e mai lo sarà.
Siccome questa rubrica si interessa di sicurezza in favore dei lavoratori ... è bene immediatamente chiarire il concetto che per ogni compito, gli operatori, debbono ricevere precise istruzioni operative dai propri superiori con l'obiettivo di evitare incidenti dove potrebbero venir coinvolti gli operatori stessi ma anche altre persone.
Lavorare in galleria, ad esempio, è qualcosa di estremamente diverso da un lavoro da compiersi in un altro specifico luogo.
Basti pensare, infatti, che nelle gallerie possiamo trovare determinate condizioni di rischio, come ad esempio:
- polveri
- fumi di scarico di altri automezzi ed altre attrezzature di lavoro
- carenza di luce e, pertanto, di visibilità
- condizioni climatiche non del genere normale (troppo calde o fredde, umidità, etc.)
- etc.
Da queste basi, quindi (anche se le valutazioni debbono essere certamente più approfondite), nasce ciò che un datore di lavoro deve porre in essere per garantire il lavoro in modalità corretta e sicura.
Una volta studiate le procedure per un servizio sicuro, le medesime procedure bisogna trasferirle ad ogni operatore incaricato mediante una efficace attività di formazione specifica e, se è il caso, di addestramento in campo.
Aggiungo, inoltre, che gli operatori ... al fine di eseguire il lavoro nelle massime condizioni di garanzia e sicurezza ... devono essere idonei sotto il profilo sanitario, il quale deve essere a sua volta verificato dal medico competente.
Concludo dicendovi che anche le attrezzature devono essere idonee in base alla tipologia di lavoro per le quali si impiegano.

Quali D.P.I. per gli Operatori?
Essere bravi operatori, diligenti ed accorti ... non sempre è sinonimo di "essere preparati". Infatti per ogni lavoro, i lavoratori debbono essere protetti da taluni rischi che, in caso contrario, potrebbero creare danni a voi stessi.
Un elenco preciso dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) che dovete utilizzare ... deriva da un'attenta analisi dei rischi: se, ad esempio, il vostro lavoro comporta rischi per la salute dei vostri occhi ... allora è indispensabile utilizzare dispositivi a protezione di questa parte del nostro corpo. E così per le restanti parti potenzialmente a rischio infortunio.
Questa attenta valutazione deve essere effettuata dal Datore di Lavoro in collaborazione con alcune figure come ad esempio ... il Responsabile del Servizio di Protezione e Protezione (RSPP) e il Medico Competente.
Dunque dovete disporre di quanto per voi strettamente necessario ... ma dovete anche saperli utilizzare in modo corretto e, ancora, gestirli in modo che gli stessi risultini quanto più efficienti possibile.
In line di massima, i Dispositivi di Protezione Individuale di maggior uso, sono:
- gli elmetti (per la protezione della nostra testa)
- i guanti (a protezione delle mani)
- le scarpe (per la salvaguardia dei nostri piedi)
- le cuffie o i tappi (per proteggere il nostro udito)
- le mascherine (a tutela delle vie respiratorie)
- gli occhialini (per far scudo ai nostri occhi)
Anche per i dispositivi sopra elencati non esiste un modello generale o un articolo che vada bene per ogni rischio lavorativo. Voglio dirvi, con ciò, che potremmo trovare tante scarpe o guanti o occhialini ... i cui livelli di protezione variano in base al tipo di rischio che possiamo incontrare durante il nostro lavoro: un conto è proteggere dalla corrente a 220 Volt ... altro ancora avere come rischio una tensione a voltaggio superiore.

Non svolgere attività di propria iniziativa
Se partecipate ad un corso di sicurezza, probabilmente avrete ascoltato uno degli obblighi a carico dei Lavoratori-Operatori circa il divieto, da parte di questi, di svolgere attività di propria iniziativa.
Una lettura semplice e poco costruttiva, però, potrebbe farvi intendere che non dobbiamo andare oltre il nostro normale lavoro e che pertanto dobbiamo soltanto fare la nostra minima parte.
Da un lato questo ragionamento potrebbe avere una verità di fondo: a me interessa però che comprendiate il giusto senso di questo divieto di legge (articolo 20 del D.Lgs. 81/2008) ... e sono convinto che interessi tanto anche a voi che fate uso di questi mezzi particolarmente pericolosi.
Non compiere attività di propria iniziativa, quindi, significa non svolgere competenze per le quali non siamo competenti. Il gioco di parole mi è servito per dirvi francamente che se un dato lavoro non sapete come farlo e non siete stati preparati per farlo nel migliore dei modi ... ecco ... non puoi svolgere quel lavoro, perchè risulterebbe (semplicemente) pericoloso per te e per le altre persone.
L'applicazione da parte dei lavoratori di questo concetto, tra l'altro più che logico, talvolta non sposa le idee dei datori di lavoro ... che vorrebbero dal proprio personale un maggiore aiuto e che capiscano che la torre viene alzata da tutti assieme.
Ma cari datori di lavoro ... credo che sia un attimino insensato iniziare a costruire una torre ... se poi per colpa di un mattone ... la stessa può caderci interamente addosso.
E allora non dobbiamo far altro che preparare in modo efficace i nostri lavoratori, per poi chiedere loro maggiore collaborazione! Certo ... bisogna investire un pò di tempo e qualche soldino, ma questo è naturale per chi gestisce un'impresa.
Beh ... per le cose di valore c'è sempre un prezzo da pagare!

Attrezzature aggiuntive e modalità d’uso?
I mezzi di lavoro (carrelli, gru, escavatori, etc.) per alcune attività hanno necessità di ulteriori attrezzature per svolgerli in modi più sicuri ed anche in minor tempo.
Queste attrezzature, chiamate appunto attrezzature aggiuntive, sono accessorie alle macchine base e, di conseguenza, per un loro uso corretto e sicuro … gli operatori debbono sapere come installarle, come utilizzarle e, nel caso, come disinstallarle!
Tutte queste informazioni sono contenute, ancora una volta, nel libretto d’uso e manutenzione che le accompagna fin dal primo momento in cui le stesso vengono immesse sul mercato. Questi libretti, per come piace a me raccontare, non sono altro che la voce del costruttore e non esiste persona che possa conoscerle meglio. Un aspetto di sicuro interesse circa un’eventuale scelta dell’attrezzatura che ci occorre … è che la stessa sia idonea per il mezzo a cui deve essere “agganciata”. Ciò in quanto le attrezzature aggiuntive possono avere masse superiori a quelle consentite o, in alcuni casi, avere forme tali da spostare in modo considerevole (e pericoloso) il baricentro combinato, ovvero, il baricentro della massa composta dalla somma del peso del mezzo e dell’attrezzatura montata.
Ogni costruttore di attrezzature, pertanto, può aiutarvi nella scelta del “pezzo” aggiuntivo che deve considerare anche le variabili del peso, delle misure e del baricentro. Noi, come operatori, dobbiamo tener conto che l’installazione delle attrezzature può comportare danni di natura “meccanica” con particolare rischio per gli arti superiori. Le braccia, ma ancor di più le mani, potrebbero rimanere incastrate o danneggiate a seguito di un’attività di schiacciamento. E’ per questa ragione che, attualmente sul mercato, troviamo attrezzature che si installano e disinstallano senza l’intervento manuale dell’uomo … facendo uso dei normali comandi del mezzo di lavoro: ciò, chiaramente, comporta meno rischi per gli operatori. In ultimo, sempre nei libretti, troviamo le modalità per mantenere in cura queste attrezzature aggiuntive … le cui attività di manutenzione specialistica, secondo la legge in vigore, devono essere effettuate esclusivamente da personale esperto e qualificato.

Procedure sicure per ogni lavoro
Saper cosa fare e come farlo è di estrema importanza al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori e, pertanto, anche degli operatori di attrezzature quali, ad esempio, il Carrello Elevatore, la Piattaforma, l'Escavatore o la Gru.
Questo compito, chiaramente, è a carico del datore di lavoro o di un suo diretto delegato ... visto che per legge è indispensabile "procedurare" ogni mansione ed ogni incarico che viene affidato alle persone.
Il compito, però, non è soltanto quello di impartire ordini di servizio ... ma di far si che questi ordini siano chiari, precisi e che non creino nelle menti delle persone dubbio di alcuna specie. Per quanto racconto nei vari momenti di formazione che portano al conseguimento del patentino attrezzature, una parte della lezione è proprio legata alla certezza delle attività da svolgere e, ancora, dalla assoluta garanzia che l'operatore abbia compreso esattamente cosa fare per poi accertarsi che sia in possesso delle conoscenze e capacità per portare a termine il suo lavoro in sicurezza.
Quando una persona, invece, nutre dei dubbi al riguardo di un lavoro da compiere ... il più delle volte, la stessa persona, "prova" a cimentarsi con l'obiettivo di produrre ed accontare le volontà datoriali. Ma le prove di per sè, talvolta, risultano dare esisti negativi ... ed in questi casi si elevano forti rischi a carico delle persone ... causati proprio dall'assenza di completezza della preparazione dell'operatore.
Dobbiamo quindi essere consapevoli, noi datori di lavoro e responsabili della sicurezza, che ogni attività deve essere analizzata e valutata per raggiungere i risultati desiderati: in tanti casi, inoltre, bisogna fornire alla persona che lavora un proficuo periodo di addestramemnto e di affiancamento: in questo modo andremo a migliorare le proprietà lavorative e, di conseguenza, i livelli di sicurezza saranno più alti ... anche per le restanti persone.
Beh ... è giusto dircelo con tutta l'onestà del mondo: non esiste persona che sia in grado di svolgere qualsiasi lavoro ... ma ogni persona, se efficacemente preparata, può essere incaricata di ogni compito e di portarlo a termine in modo corretto ed altrettanto sicuro.

Efficienza delle attrezzature di lavoro
Non è mia intenzione fare parabole di alcun genere ... ma purtroppo ancora oggi noto con dispiacere che vengono utilizzate attrezzature non idonee ... il che vuol dire aumentare i rischi a carico delle persone che lavorano con esse e di altre che potrebbero venirne coinvolte.
Quando un mezzo non è propriamente "ok" ... tutta la sicurezza viene riposta negli Operatori: se è lecito pensare che i conduttori sono determinanti per un lavoro sicuro ... è sicuramente lecito pensare anche che i migliori operatori trovano difficoltà quando i mezzi non sono efficienti.
Ma cosa significa mezzo efficiente? In modo semplice vuol dire che l'attrezzatura deve funzionare esattamente per come dovrebbe in ogni suo meccanismo, in ogni suo comando. L'idoneità dei mezzi viene determinata da chi si occupa delle attività di manutenzione ... ma le anomalie debbono essere segnalate anche dai singoli operatori che le utilizzano.
La manutenzione da effettuare è quella decisa dal costruttore dell'attrezzatura ed è contenuta nei libretti d'uso e manutenzione che accompagnano i mezzi e che devono essere sempre prontamente disponibili. In aggiunta è bene istituire un vero e proprio registro della manutenzione intestato ad ogni singolo mezzo di lavoro. A questo punto si dovrebbe avere un vero e proprio diario di bordo dove vengono puntualmente registrate le fasi di cura dell'attrezzatura. In questi registri dovremmo anche registrare le "cose" da verificare in futuro ... sia che la scadenza sia determinata dalle ore di lavoro ... sia in base al tempo trascorso.
Abbiate anche attenzione al riguardo delle condizioni della struttura: la ruggine, ad esempio, è un evidente segnale di indebolimento dovuto dalla corrosione ... e a lungo andare potrebbero verificarsi cedimenti di parti del mezzo se non opportunamente ripristinate le condizioni ottimali.
I mezzi debbono essere, pertanto, idonei ... al pari delle persone che le utilizzano: soltanto in questo modo vengono a migliorarsi le condizioni di sicurezza e di salute dei lavoratori.

Scadenze visite mediche operatori
Ogni lavoratore incaricato a dover svolgere un'attività lavorativa, deve necessariamnete essere idoneo per quella specifica attività alla quale verrà destinato.
Il panorama della visite sanitarie effettuate al lavoratore da parte del medico competente (una volta chiamato medico di fabbrica) si articola in due fasi:
1) visita iniziale o prima visita
2) visita periodica a seconda delle scadenze concordate dal medico stesso
Con la prima, si viene a conoscenza dell'idoneità o meno del lavoratore ... mentre con le seconde, si confermano o meno dette condizioni di idoneità: al termine, il medico competente, esprimerà appunto il suo giudizio e sulla base di questo, il lavoratore, opererà o meno con le proprie attrezzature.
Il lavoratore, una volta scadute le visite sanitarie, dovrebbe essere subito sollevato dall'incarico ... in assenza della sua certificata idonietà, che può avvenire esclusivamente da parte del medico competente.
Chi fa uso di attrezzature definite particolarmente pericolose e inserite nell'Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 (normativa che inserisce l'obbligo del Patentino) è oggetto anche alla verifica circa la dipendenza o meno da sostanze di natura alcolica o stupefacente mediante gli oramai famosi test drug e test alcool.
Volendo chiudere l'argomento dipendenza ... ricordo ad ogni modo che è assolutamente vietato far uso di queste sostanze (tolleranza zero, tra l'altro).
Ora, in qualche azienda, noto che molti operatori non solo non sono in possesso del Patentino richiesto dalla Legge ... ma sono anche non in regola con le norme sanitarie e questa situazione crea due rischi per due soggetti diversi:
- il datore di lavoro che adibisce al lavoro una persona non idonea perchè non sottoposto a sorveglianza sanitaria (le visite nel suo complesso)
- il lavoratore che presta il lavoro senza sapere se lo stesso è idoneo o meno
Per quanto la cosa poco deve interessarci ... evidenzio ancora una volta che queste carenze possono comportare sanzioni elevate, sospensioni immediate dell'attività lavorativa ed eventuali responsabilità di natura penale.

Nel dubbio chiedi prima di fare
Molti incidenti sul lavoro (che purtroppo portano ad infortuni) dipendono dalla precaria preparazione dell'Operatore circa il preciso compito che gli è stato affidato. Tanti altri infortuni, però, sono causati dai lavoratori stessi che ... non avendo certezze al riguardo di "come" doveva essere eseguito il lavoro ... sono incappati in pericoli a loro nascosti ... semplicemente perchè non li conoscevano.
Durante le nostre attività volte al conseguimento del patentino, invitiamo i lavoratori ad essere prudenti, diligenti ed in genere a rispettare le regole di lavoro. Ma aggiungiamo anche, che nei casi di lavori dubbiosi (quelli magari che non hai mai svolto prima, ad esempio) ... il tuo compito come lavoratore-operatore è di comunicare questa mancanza di sapere e di fare ... in modo da evitare che tu possa incontrare il pericolo: e anche questa è una regola (obbligo stabilito dall'articolo 20 del d.lgs. 81/2008 che riguarda, appunto,i doveri dei lavoratori).
Quindi, come ancora una volta vedete, la sicurezza non è un dovere del solo datore di lavoro ... ma ci sono tanti obblighi per quante possono essere le persone coinvolte nel sistema sicurezza di un'azienda come i medici competenti, i dirigenti, i preposti, i responsabili, etc. Tra questi anche il ruolo di Operatore di Attrezzature di Lavoro, qualunque esse siano (Carrelli, PLE, MMT, Gru, etc.).
Fidatevi, pertanto, delle vostre conoscenze che vi portano a lavorare bene ed in modo sicuro. Fidatevi un pochettino meno del vostro istinto che potrebbe farvi pensare che voi siate "ok" in tutto e che non avete bisogno di migliorare la vostra preparazione.
Chi ha imparato qualcosa ... ha soltanto qualcosa in meno da imparare!

Freddo tremendo
Come più volte raccontato in altre occasioni, le condizioni meteorologiche influiscono (e non di poco) sulla qualità del lavoro e, per quanto più ci riguarda, sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori-conduttori di carrello elevatore.
Con l'arrivo del freddo ... si presentano altri nemici: le basse temperature, il vento gelido forte, le ghiacciate ... fanno parte di questo poco ben visto gruppetto.
I rischi, quindi, nei periodi invernali aumentano per alcune cause come la pavimentazione che può diventare scivolosa o come gli impianti idraulici del nostro muletto che possono subire danni.
Ma i rischi di maggiore esposizione sono dovuti al freddo costante cui è soggetto lo stesso lavoratore. Certo, per le basse temperature ... un mezzo cabinato potrebbe rappresentare il modello migliore ... ma in ogni caso anche del buon abbigliamento antifreddo è già sufficiente. Ad ogni modo, tutti i rischi e le conseguenti azioni da porre in essere ... debbono essere presi in considerazione dal datore di lavoro, coadiuvato dal medico competente e dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (r.s.p.p.).
Quanto a noi lavoratori ... cerchiamo di proteggerci dal freddo in modo efficace con indumenti intimi che garantiscono calore al corpo.
Occhio alle sciarpe che di tanto in tanto noto al collo degli operatori, perchè queste possono rappresentare il rischio per accidentali danni in termini di trascinamento  e intrappolamento: se avete dubbi al riguardo, parlatene con i vostri superiori ... in più di un caso sono stati suggeriti scaldacollo di tipo aderente.
Per i guanti ... attenzione a quelli di lanetta: vi tengono al caldo, ma non garantiscono una certa presa dei comandi ... soprattutto il volante.
Per le condizioni generali del mezzo ... fate controllare la sua efficienza (oltre ai dispositivi di sicurezza, freni, pneumatici, impianti idraulici, catene, funi, attrezzature aggiuntive, etc.).

L'occorrente necessario
Quando si parla di occorrente al riguardo di un operatore di attrezzature ... la mente pensa subito ai dispositivi di protezione individuale, ovvero, alle risorse utili per proteggervi da eventuali rischi ... quindi, casco, occhiali, scarpe, guanti, etc.
Questa nota invece si interessa maggiormente della vostra cassetta degli attrezzi, ovvero, le ulteriori attrezzature aggiuntive, arnesi e strumenti necessari per svolgere in  modo idoneo, efficiente e sicuro il vostro compito lavorativo.
E' bene sapere che tanti infortuni sul lavoro scaturiscono proprio da una certa precarietà della cassetta degli attrezzi e, per portare comunque al termine il lavoro, ci si appresta a svolgerlo alla meno peggio.
Alla meno peggio non è nel migliore dei modi ... e questo è un fatto da tenere sempre in conto.
L'obbligo di fornirvi ogni strumento di lavoro è a carico del datore di lavoro (o vostro, se siete lavoratori autonomi o datori di lavoro della vostra impresa) comprese le attività di informazione, formazione ed addestramento per farne un uso maggiormente sicuro.
Come lavoratori-operatori, però, mi preoccuperei della situazioni in cui gli strumenti siano assenti o carenti: vi chiedo di allertarvi ad avvisare immediatamente i vostri responsabili al riguardo ... perchè è un vostro preciso obbligo di legge ... ma anche perchè correreste il serio rischio di vedervi investiti di responsabilità che normalmente non vi spetterebbero.
La vostra cassetta deve essere altrettanto minuziosamente controllata ... il che significa sostituire attrezzature obsolete, non funzionanti ... ed integrare la cassetta stessa con altre attrezzature nate per specifiche attività.
Allertatevi anche nell'avere a disposizione la manualistica dell'attrezzatura (libretto d'uso e manutenzioni) e gli indumenti ad alta visibilità che sono obbligatori in alcune circostanze lavorative ... ma che vi suggerisco di utilizzare sempre per una maggiore visibilità che può salvarci da investimenti da parte di altri mezzi o da materiali movimentati.
Se il vostro compito si svolge verso le aree esterne della vostra azienda ... abbiate cura di avere sempre con voi un mezzo di comunicazione funzionante per eventuali difficoltà che richiedono il contatto telefonico con la vostra azienda stessa o (non lo auguro a nessuno) per allertare mezzi di soccorso esterni (unità del 118 o intervento dei vigili del fuoco). Per il resto? Fai meglio del tuo possibile!

I lavori notturni
L'analisi dei rischi che possiamo incontrare sul lavoro durante l'esecuzione dei nostri compiti ... comprende una situazione specifica che interessa le attività di lavoro notturne.
Per chi già lavora di notte o per chi ha lavorato di notte in passato, sa benissimo che è notevole la differenza rispetto al lavoro diurno.
Voglio parlarvi di queste differenze ... iniziando col dirvi che la notte è fatta per dormire e che il nostro bioritmo è abituato a riposarsi (o a ricaricarsi, per come la si vuol pensare) durante le ore della notte. Anche se dormissimo di giorno per le stesse ore che dedicheremmo normalmente al sonno di notte ... il nostro fisico non si ricaricherebbe per come dovrebbe: già questa considerazione ci pone in una condizione di una non propiamente detta "piena freschezza".
In aggiunta a ciò si accodano le cattive abitudini di tanti lavoratori che, dovendo accedere nelle sedi lavorative in tarda serata (solitamente poco prima delle ore 22.00 per i turni che terminano alle 06.00 del mattino seguente) ... preventivamente consumano pasti non proprio idonei ... il che significa pesanti e dove l'organismo impegna più energie durante le fasi digestive.
Non è un caso, quindi, che la percentuali di infortuni di notte sia elevata: abbassando le difese, diminuendo la prontezza dei riflessi ... è inevitabile l'aggravarsi dei rischi e le conseguenti probabilità di incidenti.
E' bene, pertanto, curare ancora meglio il nostro corpo nel caso in cui stiamo per affrontare periodi di lavoro notturno ... partendo in linea generale:
- da un proficuo riposo
- da una sana, nutriente e leggera alimentazione
- dal divieto di far uso di sostanze alcoliche anche nei pasti precedenti ai turni notturni
Fate tesoro di queste piccole informazioni, ma soprattutto adottate i consigli suggeriti: la tutela della nostra sicurezza è una questione cui dobbiamo preoccuparcene in prima persona.

Rischio in prossimità di scavi
Ancora una volta voglio che comprendiate al meglio che i rischi, nell'uso delle attrezzature, non dipendono soltanto dalle abilità del conduttore ... ma da tante altre situazioni che, apparentemente, nulla hanno a che vedere col mezzo e con le sue funzionalità specifiche.
Ultimamente infatti ho avuto modo di ascoltare un paio di notizie al riguardo della perdita della stabilità di un'attrezzatura posizionata su superfici non propriamente compatte e di tipo non cedevole. In questa occasione si parlava della troppa vicinanza del mezzo a degli scavi: sappiate che bisogna tener conto di alcuni fattori per evitare che il terreno frani per la forza impressa dal mezzo e, soprattutto, dagli stabilizzatori che vi poggiano sopra con tutta la loro forza.
La regola generale è quella di tenersi lontani ad una distanza quanto meno pari alla profondità dello scavo: se, quindi, nelle mie vicinanze persiste uno scavo di cinque metri ... la mia attrezzatura dovrebbe essere posizionata ad una distanza almeno pari ai cinque metri.
Questo ragionamento, però, non vale per le superfici che si presentano poco compatte o di natura cedevole: in questi casi, invece, la distanza cui tenersi lontani ... è pari al doppio della profondità dello scavo (quindi 10 metri per l'esempio riproposto sopra).
A questo punto è bene rimarcare il rispetto delle regole che vengono stabilite sul lavoro e di collaborare con i propri responsabili al fine di lavorare in tutta sicurezza evitando di rimanere vittima di infortuni sul lavoro.
Concludo dicendovi che le valutazioni circa la compattezza o meno delle superfici di lavoro sono a carico del datore di lavoro (o della persona a cui viene conferita quest'analisi) e che noi come operatori abbiamo il dovere di segnalare eventuali preoccupazioni circa i nostri dubbi sulla compattezza e cedevolezza delle superfici.
A maggior ragione, per le attrezzature dotate di stabilizzatori come ad esempio le Piattaforme di Lavoro Aeree, le Gru e le Pompe per Calcestruzzo ... utilizzate le piastre che si frappongono fra la base dello stabilizzatore e le suddette superfici ... allo scopo di garantire una migliore stabilità del mezzo e, di conseguenza, diminuire sensibilmente il rischio di rovesciamento!

Primo Soccorso o pronto soccorso?
Fino a qualche anno fa erano davvero tante le persone che pensavano che queste due definizioni (Primo Soccorso e Pronto Soccorso) avevano lo stesso significato e ciò ha creato anche qualche difficoltà di genere operativo. La verità, invece, è che ciascuna delle definizioni è qualcosa di diverso e che noi, come operatori, dobbiamo l'esatta utilità delle menzionate attività.
Quando si parla di Primo Soccorso s'intendono tutte quelle operazioni che occorrono per assistere un malcapitato in un luogo di lavoro. Che sia un incidente (lieve o grave, non fa alcuna differenza) o un malore (attacco cardiaco, ad esempio) ... sul luogo di lavoro dobbiamo prontamente allertarci ed operare in un certo modo per far si che le persone vittime della situazione negativa ... possano recuperare il loro stato o, quantomeno, ridurre le potenzialità del danno. Le attività di Pronto Soccorso sono, invece, prestate da persone e strutture specializzate quali il Servizio di Emergenza Nazionale.
I Datori di Lavoro, a questo punto, non solo designano gli Addetti alle Attività di Primo Soccorso ... ma li fanno partecipare a delle attività formative con il preciso scopo, appunto, di insegnare loro come assistere le persone in difficoltà. Questi corsi spcecifici non conferiscono all'addetto alcuna qualifica professionale particolare e, pertanto, non si diventa in alcun modo professionista nel campo dell'assistenza sanitaria. La preparazione ha il solo obiettivo di prepararci a compiere basilari attività come, ad esempio:
- come verificare le funzioni vitali del malcapitato (respiro, coscienza, battito)
- in che modo contattare i soccorsi esterni (unità di 118)
- prestare le manovre di mantenimento in vita delle funzioni basilari (ecco il perchè della respirazione artificiale ... l'operazione "bocca a bocca")
Il resto, chiaramente, sarà compito del Servizio Esterno contattato, ovvero, il 118.  
Ad ogni buon conto, con questa nota, vorrei che consideraste queste attività importanti ... soprattutto quando ci troviamo in alcune situazioni lavorative particolari come, ad esempio, queste che vi elenco:
- lavori in territori isolati o, quantomeno, distanti da centri abitati
- lavori durante la notte o in giorni festivi
- lavori svolti in luoghi dove il primo punto di pronto soccorso è distante
E ricordate anche di un altro aspetto di notevole interesse: il tutto deve essere "praticato" in tempi quanto più rapidi possibili ... visto che il fattore tempo, in alcune situazioni come un attacco cardiaco, risulta essere decisivo per mantenere in vita una persona!

Cambio procedure di lavoro
Un operatore di attrezzature esperto può compiere soltanto ciò che è effettivamente in grado di praticare in tutta sicurezza.
Personalmente sostengo che non c’è mai fine alla conoscenza e che quindi c’è sempre da poter imparare … soprattutto nelle situazioni in cui, un dato lavoro rischioso, non rientra o non è mai rientrato, fra i compiti svolti dall’operatore.
La pericolosità di un compito non dipende esclusivamente dall’esperienza del lavoratore: sono infatti tanti altri gli aspetti da considerare. Aspetti che possono riguardare la capacità dello stesso operatore in merito ad un mezzo di diversa marca per il quale si renderebbe necessaria una fase di addestramento … o aspetti che interessano altre variabili, come le superfici di transito e di lavoro, le pendenze, eventuali ambienti confinati, etc.
Ogni lavoro deve essere valutato singolarmente ed attentamente … perché difficilmente uno è uguale ad un altro. Valutare un lavoro equivale a capir come svolgerlo in sicurezza, considerando i pericoli ed i rischi per la salute ed incolumità delle persone. Quando, invece, i lavori vengono affidati “alla buona” … i rischi aumentano e, fidatevi per quanto vi affermo, molto spesso le persone vengono miracolate a causa di lavori rischiosi senza le prescritte competenze e procedure di lavoro. Come sempre, dietro ad eventi di questa portata, molte sono le ragioni per le quali il tutto non viene affrontato al meglio: vuoi per i tempi di impiego che si allungherebbero o vuoi per i costi che aumenterebbero … ci si dimentica di far le cose nel migliore dei modi ed a vantaggio della sicurezza.
Ad ogni modo, ancora una volta, voglio che pensiate ad un danno che potrebbe accadere a seguito di una non efficace valutazione dei rischi specifici: a quel punto, tanti malcapitati, avrebbero speso ben volentieri più tempo e qualche soldino in più … pur di non sopportare quelli derivanti dalla mancata sicurezza sul lavoro. Che ne pensate di cambiare le procedure di lavoro o, almeno, di rifletterci un attimo sopra?

A chi comunichi eventuali anomalie o rischi?
Consiglio a tutti gli Operatori di avvisare immediatamente un'eventuale anomalia (o dubbio) circa i rischi ed i pericoli di un determinato lavoro.
Molte organizzazioni aziendali indicano anche la persona a cui riferire: solitamente è il preposto o, ad ogni modo, una persona che riveste una responsabilità superiore, seppur di poco, alla generalità dei lavoratori.
In alcuni casi, tuttavia, i rapporti non sono proprio positivi con queste persone e spesso ciò dipende da una mancata efficacia comunicativa. Sto a dirvi, con tutta franchezza, che oggi ancora molte attività vengono svolte più con l'esercizio di un certo ruolo di potere ... al posto di una più proficua relazione fra due o più persone.
In tutto questo sistema, a dir poco poco produttivo ... chi ci rimette è la fascia meno autoritaria: mi riferisco ai lavoratori e questo deve essere subito chiarito. In una situazione di questo genere, un lavoratore, poco avrebbe da guadagnarci ma ... peggio ancora ... tanto da poter perdere.
Certo, se non avverto di un pericolo scoperto ... potrei essere vittima di un incidente.
Ma questa mancata segnalazione, francamente, interessa tanto anche le organizzazioni stesse: scampato il pericolo di danni alle persone ... rimangono i danni procurati ed i conseguenti importanti esborsi a titolo di risarcimento.
A questo punto, secondo voi, cosa consiglio?
Beh ... quantomeno di far capire a tutti che comunicare è importante perchè diminuisce tantissimo le probabilità di incidenti e di infortuni, perchè riduce al minimo anche le situazioni di risarcimento di danni prodotti.
Quando troviamo un ambiente autoritario ... per me è facile pensare ad una sede di lavoro molto rischiosa: liberiamoci tutti dalla paura di esprimerci ... diversamente come potremmo veramente migliorare?

Quando i mezzi lavorano altrove
La sicurezza bisogna garantirla in ogni circostanza lavorativa: il semplice fatto che uno presti un lavoro, significa che a questa persona debbono essere garantite le più sicure condizioni per evitare situazioni spiacevoli.
Quindi se io mi accingo con la mia Piattaforma Aerea (o col mio Muletto, con il mio Escavatore, etc.) presso un'altra sede lavorativa o altro cantiere ... questa nuovo ambiente di lavoro deve essere attentamente analizzato in termini di pericoli e di rischi.
Non è superfluo confermare che questa analisi deve essere eseguita da chi per Legge ha questi doveri: in primis mi riferisco al Datore di Lavoro, che chiaramente può farsi "aiutare" da altre figure propriamente preparate in materia di sicurezza (Tecnici, Rspp, Medici Competenti, Coordinatori, etc.).
Ma perchè tutto questo? Beh, miei cari lettori, la risposta è molto semplice:
- perchè bisogna valutare cosa compiere (il risultato da portare a termine), come farlo (con quali attrezzature ed accessori aggiuntivi) e in quali condizioni ambientali (clima, rumori, polveri, etc.)
- perchè in una nuova sede di lavoro potrebbero esserci rischi nascosti (e pertanto da scoprire) come cavi in tensione o tubazioni gas interrati
- perchè su questa area sono presenti altri lavoratori di altre aziende ed è giusto pensare che io possa rimanere vittima di rischi e pericoli che vengono prodotti proprio da questi altri lavoratori (ma vale anche il contrario, ovvero, che noi siamo portatori di rischi!)
- perchè tutte le opere da portare a termine debbono essere efficacemente coordinate ed è questo uno dei motivi principali per il quale vengono organizzate, in tante imprese, le riunioni preventive di lavoro
E poi perchè ... e concludo altrimenti la lista non finirebbe mai ... un lavoro non è mai identico ad un altro ... ed ogni lavoro, pertanto, ha i propri rischi!
I validi Operatori sono supportati da eccellenti Esploratori!

Malattie professionali
Ci sono alcuni danni fisici che non  "fioriscono" in un momento e nemmeno dall'oggi al domani. La tutela dei lavoratori deve essere completa e quindi pensare di essere sempre integri, sani ... ma anche in salute.
Purtroppo però, tanti Operatori, cadono in alcune trappole ... perchè così le definisco, in questo caso, le malattie professionali.
Volendo sciogliere questo linguaggio tecnico, per malattia professionale s'intende quella patologia che è frutto della tipologia di lavoro prestato considerando l'ambiente, le attrezzature, le sostanze presenti nelle sedi di lavoro ... ma anche il tempo trascorso!
Soprattutto il tempo risulta essere una delle variabili maggiormente fondamentali ... il che significa che il lavoratore è maggiormente esposto ad un dato rischio.
Se, per esempio, lavorate in prossimità di un escavatore dotato di martellone idraulico in funzione ... non saranno due minuti o due giorni che vi portano a perdere parzialmente le vostre capacità uditive ... ma un tempo sicuramente maggiore, a meno che, il martellone, non causi livelli di rumore estremamente assordanti.
L'ipotesi sopra evidenziata circa il fattore tempo (durata dell'esposizione) interessa altri rischi e, al riguardo delle attrezzature, quello relativo alle "vibrazioni corpo".
Se conoscete lavoratori affetti da continui mal di schiena che operavano o che lavorano ancora con muletti, escavatori, pale, trattori, terne, etc. ... queste persone, probabilmente, hanno contratto il mal di schiena perchè sono stati esposti per tanto tempo alle vibrazioni scaturenti:
- o dalla macchina (per elevate vibrazioni alla fonte)
- o dal tipo di lavoro (continuo lavoro col martellone)
- o dalla carenza di dispositivi di protezione individuali idonei quali i sediolini regolabili
- o dall'ambiente di lavoro (superfici sconnesse, rialzi, tombini, binari, etc.).
Con questa nota, pertanto, è mio dovere suggerirvi una maggiore consapevolezza della vostra quotidianità lavorativa e di prestare attenzione:
- ai sediolini (dove dovete regolarli anche in base al vostro peso corporeo)
- ad utilizzare i D.p.i. che vi hanno fornito (cuffie, mascherine, etc.)
- a rispettare le procedure di lavoro e gli ordini di servizio che vi hanno assegnato
Se proprio avete ancora dubbi o altro genere di preoccupazioni ... siete invitati (ed obbligati tra l'altro dalla Legge) a segnalare ai Vostri Responsabili quanto pensate che possa rappresentare un rischio per voi stessi, ma anche per altre persone (colleghi su tutti).

Condizioni meteo avverse: massima attenzione!
Anche il fattore meteo influisce sulla sicurezza delle persone perchè talune avversità possono aumentare i rischi di incidenti mentre siamo al lavoro con le nostre attrezzature.
Già durante la lettura dei libretti d'uso e manutenzione ... i costruttori delle attrezzature (carrelli, gru, piattaforme, escavatori, pale, terne, trattori, etc.) avvertono esplicitamente circa i limiti entro i quali possiamo operare in modo sicuro.
Ad esempio, per le piattaforme di lavoro aere, nella maggior parte dei casi, vengono posti chiari limiti in merito alla velocità del vento e divieti assoluti nei casi di temporali e fulmini. Queste regole, quelle prescritte dal costruttore del mezzo che vi viene affidato in uso, sono inderogabili: significa che tu non puoi non rispettarle ... punto e basta!
Ma significa anche che se noi non le rispettiamo, ne subiamo tutte le conseguenze ... anche quelle di Legge.
Ma purtroppo, durante la crudele realtà, si lavora anche in condizioni poco amiche (meglio nemiche, dai) ... col conseguente pericolo di farci (e fare) seriamente del male!
Talvolta, anche se le condizioni meteo non sembrano proprio imponenti ... è bene comunque sospendere i lavori precauzionalmente. Immaginate una pioggia fine e leggera che dura oramai da sette giorni: ti potrà sembra una cosa da nulla ... ma intanto la superficie di movimentazione è ben inzuppata di una settimana d'acqua ... con l'evidente rischio di rimanere bloccati o, peggio ancora, di rovesciarsi per mancanza di compattezza e non cedevoloezza della superficie stessa.
In questi casi la valutazione di lavorare o meno deve essere presa dai nostri diretti superiori (datori di lavoro, dirigenti, direttori, capi reparto, capi di cantiere, etc.) ... ma noi, ad ogni modo, dobbiamo comunque allertare queste persone nei casi in cui notiamo che le condizioni non sono proprio le più idonee per poter lavorare in sicurezza.
Sappiate che, per quanto possiamo ritenerci esperti e preprati ... nulla possiamo contro certe forze della natura ... e gli utlimi giorni che stiamo vivendo ... rappresentano per noi tutti una chiara avvertenza di quanto affermato e di quale situaizone potremmo vivere. Beh, come si dice in giro ... "Uomo avvisato, mezzo salvato!"

Saper affrontare le emergenze
La legge che disciplina la sicurezza e salute sui luoghi di lavoro obbliga i Datori di Lavoro a preoccuparsi per le eventuali situazioni di emergenza che potrebbero succedere accidentalmente ... come, ad esempio, un incidente sul lavoro o la vista di un principio di incendio presso la sede lavorativa.  Sapete bene che la prima parola d'ordine e "prevenire", dove in essa si concentrano tutte le attività rivolte a non far accadere un'ipotesi negativa. Ma quando ciò non basta ... ecco che interviene la seconda parola d'ordine, ovvero, "proteggere" e, in questo caso, ... limitare i danni (meglio ancora evitarli del tutto).
A questo punto i Datori di Lavoro hanno l'obbligo di disciplinare quanto segue:
- attività di primo soccorso a seguito di un infortunio
- attività di lotta antincendio ed evacuazione dalle zone pericolose
In ciascuna di queste attività debbono essere definite le persone che devono intervenire, le quali debbono essere scrupolosamente preparate (formate) per affrontare prontamente ed al meglio le situazioni di emergenza.
In linea di massima si insegna alle persone come assistere un malcapitato o come aiutare i restanti colleghi (e se stessi) nei casi di incendio.
Ma queste informazioni potrebbero non esservi completamente d'aiuto ... visto che, sempre i responsabili della sicurezza, debbono realizzare dei veri e propri piani di emergenza. In questi piani, appunto, si studiano le modalità di intervento.
Intanto, è giusto dirvelo, tutti i datori di lavoro sono già in possesso di queste procedure, le quali risultano scritte nei vari piani in possesso degli stessi. L'aspetto negativo però (ancora una volta) è che di questi piani pochi ne sanno qualcosa ... lasciando ignari tanti lavoratori su cosa fare nelle situazioni di forte rischio e di probabile danno alla loro incolumità fisica.
A questo punto, col vostro permesso, Vi prego di:
- ri-verificare i piani per analizzare se gli stessi sono veramente appropriati (tanti piani, consentitemelo, sono delle vere fotocopie di altri torvati su internet)
- trasmettere (informare, insegnare) ad ogni lavoratore il piano
- definire le squadre di primo soccorso e di gestione della lotta antincendio ed evacuazione dalle zone di lavoro pericolose
- preparare (formare) ogni membro che compone le suddette squadre di intervento
- dotarsi delle risorse utili (pacchetti e cassette medicali, estintori, manichette, etc.)
- aggiornarsi costantemente secondo legge ed eseguire le previste simulazioni annuali
Per quanto possiamo operare al meglio c'è sempre lo spiraglio che si concretizzi una situazione di emergenza di cui dobbiamo prepararci.
Un pò come ciascuno di noi che, nella propria vettura, possiede la ruota di scorta: nessuno desidera forare un pneumatico ... ma altrettanto nessuno vuol rimanere a piedi! Mi sbaglio?

Solo gli "abilitati" possono condurle!
E' purtroppo ancora molto frequente, nei vari ambienti di lavoro, spostare momentaneamente o concedere in uso (anche per brevi momenti) le nostre attrezzature di lavoro. Per carità, aiutare un collega mettendosi a disposizione non è un qualcosa di malvagio ... ma elevo la questione in quanto quest'attività non può essere eseguita ... se non con precise indicazioni.
In prima analisi l'uso delle attrezzature è previsto per i soli "patentati" ... e questo fatto già la dice lunga ... visto che tuttora molti opeartori sono sprovvisti del patentino pur continuando ad utilizzare le attrezzature.
In seconda analisi vorrei che teneste ben in mente che la concessione in uso dei mezzi può farvi ricadere proprio su di voi le conseguenti responsabilità circa un eventuale accidente.
A questo punto:
1) se siete datori di lavoro (o delegati da questi), preoccupatevi di concederle in uso ai soli operatori abilitati col patentino
2) se invece siete lavoratori ... non autorizzate altri all'uso dei mezzi
Ricordo a tutti i lavoratori-conduttori che voi siete esecutori della vostra mansione e che dovete rispettare i compiti che vi sono stati assegnati. In nessun caso, quindi, dovete compiere attività di vostra iniziativa ... come il dar in uso un'attrezzatura pericolosa a nessuno.
A questo punto, anche se la cosa potrebbe dispiacere a voi o al vostro collega richiedente ... l'uso delle attrezzature deve essere autorizzato e certamente le uniche persone che possono autorizzare altri lavoratori ... sono quelle previste per legge o che hanno compiti di delega (datori di lavoro, preposti, dirigenti, etc.).
Chi compie attività non previste dalle proprie mansioni ... è perseguibile ai sensi della legge ... ed i riflessi possono arrivare a scenari di natura penale quando dalla situazione viene a generarsi un incidente sul lavoro.

Utilizziamo correttamente le attrezzature
Dopo tante informative ...c’è ancora qualcosa che mi preoccupa ai fini della sicurezza durante l’uso delle attrezzature di lavoro.
Ultimamente, soprattutto in questo mese, ho notato che alcuni operatori utilizzano le attrezzature di lavoro in modo non corretto ed improprio, ovvero, non rispettando le regole del costruttore dei mezzi stessi.
Fra queste operazioni, assolutamente da evitare in futuro, troviamo:
- l’uso frequente di muletti per sollevare le persone
- l’utilizzo di una gru come piattaforma aerea, senza che la gru sia omologata anche come apparecchiatura di sollevamento persone
- la gestione di una piattaforma come un montacarichi di servizio
Ricordo vivamente che, secondo il Testo Sicurezza Lavoro di cui al D.Lgs. n. 81/2008, le attrezzature di lavoro debbono essere utilizzate seguendo le specifiche indicazioni dei costruttori … e che se abbiamo necessità di eseguire lavori diversi o particolari … abbiamo altrettanto urgenza di adottare i più idonei e sicuri strumenti di lavoro.
Questo avvertimento normativo ha basilare significato sia per i Datori di Lavoro, che non debbono ordinare agli operatori di lavorare in condizioni di rischio assurdo … ma anche i per lavoratori che non debbono compiere attività di propria iniziativa (come da giusta indicazione inserita nell’articolo 20 del citato testo sicurezza).
E’ anche corretto che vi dica che spesso comprendo il perché di questi azzardati comportamenti … ma è altrettanto importante che vi ricordi che un incidente con queste modalità di servizio porta gli attori (chi decide di farli o di farli fare … certi lavori) a rispondere anche penalmente per i danni procurati.
Insomma, qualunque sia la spesa necessaria per fittare un’attrezzatura consona o per allungare i normali tempi di lavoro programmati … beh, sappiate che questi sono di gran lunga inferiore a qualsiasi somma viene richiesta per risarcire il danno prodotto da un incidente sul lavoro. Quindi, vale davvero la pena di lavorare in condizioni a dir poco sconsiderate? A noi la scelta … ogni azione produce un risultato!

Comunica ogni tuo dubbio
Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte per migliorare le condizioni di sicurezza del lavoro che prestiamo!
Sei Datore di Lavoro? Devi adoperarti in certe cose!
Sei un Lavoratore? Devi darti da fare in altre cose!
Certo, il Datore di Lavoro ha la responsabilità di organizzare al meglio il lavoro, di verificare ogni minimo rischio ... ma anche i Lavoratori debbono collaborare con esso!
Fra questi compiti in favore dei Lavoratori, è evidente quello di segnalare immediatamente (subito) qualche anomalia scoperta mentre si è al lavoro.
Ad esempio, se scopri che la tua attrezzatura perde olio, subito devi riferire di ciò ai tuoi superiori o altre persone incaricate. Stesso ragionamento se avverti strani rumori, se noti che l'impianto frenante non è più efficiente o, ancora, se percepisci movimenti inusuali del mezzo mentre lo gestisci.
Quanto detto sopra, chiaramente, è frutto anche della volontà esplicita del Testo Unico Sicurezza Lavoro che impone ai Lavoratori questi adempimenti collaborativi (D.Lgs. 81/2008, articolo 20).
Ma, per chi è un attimino scettico, qualcuno potrebbe domandarmi per quale motivo dovreste darvi da fare in tutto questo, soprattutto se noi non siamo i "padroni" delle attrezzature ... ma i semplici operatori incaricati.
Beh, la ragione è semplice e per due motivi:
1) il tuo apporto (ovvero la segnalazione di anomalie) occorre per migliorare le condizioni di sicurezza di tutti i lavoratori (tu compreso)
2) in mancanza di una tua collaborazione e di un incidente provocato da quell'anomalia ... potresti essere chiamato in causa legalmente e di riflesso diventare responsabile anche sotto il profilo penale per non aver riferito quel "qualcosa" che ha generato l'improvviso il danno
Certo è anche che alcuni operatori sono scoraggiati nel riferire le anomalie ... e ciò avviene perchè, avendolo fatto in passato, l'attrezzatura non è stata adeguatamente curata ... e di conseguenza è andato avanti il motto che dice: <Che me ne frega, tanto non cambia nulla!>
Questo ragionamento, purtroppo, non è assolutamente produttivo di alcunchè ... visto che chi non segnala è comunque perseguibile per legge.
Ricordate ... ognuno ha dei compiti ... e non aspettatevi mai che qualcuno si presti dannatamente per portare a termine i vostri!
Essere Lavoratori significa considerarsi membri di una collettività di persone che convivono puntualmente lo stesso ambiente di lavoro.
E' come essere soci di un circolo: devi rispettare le regole e, per l'amore del circolo stesso, devi collaborare proficuamente.

Forse è noioso imparare, ma ...
Approcciarsi ad un nuovo lavoro o cambiare, modificare, integrare quello attuale ... non è qualcosa di semplice dove potrebbe bastare la sola forza della ragione. Se così fosse non ci troveremmo in situazione di stress dovuto dal dover fare delle cose per forza ... senza trovare del piacere mentre si compiono. In realtà esistono persone che non subiscono questo stress ... e tra queste troviamo quelle che intendono davvero imparare un'arte, che sono curiosi di capire come funziona una cosa, che sono appassionati di ciò che stanno facendo.
Ma è giusto spingere, con questa mail, non queste persone (dove la spinta per loro è autonoma) ... ma quelle che trovano pesante qualsiasi cosa nuova da fare. In più di una circostanza ho parlato in passato di dolore al cambiamento e tante persone hanno migliorato la loro esperienza lavorativa soltanto comprendendo questo piccolo concetto.
Oggi, invece, voglio dirvi un'altra cosa senza nascondervi nulla ed in tutta sincerità: non esiste nulla da poter apprendere senza piacere e nel contempo senza sofferenza ... a meno che non diamo un giusto valore a questa sofferenza.
Si, avete capito troppo bene, dobbiamo sacrificare qualcosa per un qualcosa di ben più importante in futuro: ma a cosa mi riferisco quando parlo di sacrificio?
Mi riferisco semplicemente al fatto che per raccogliere una soddisfazione c'è bisogno di dare qualcosa in cambio ... e questo qualcosa in cambio, nel nostro caso, è rappresentato dall'energia mentale e fisica che impegniamo e nel tempo necessario per apprendere come funziona un mezzo o altro.
Se oggi vi sentite maestri in un dato campo (magari come carrellista, gruista o escavatorista) ... questo vostro essere non è una dote innata, ma il risultato di ore di prove (in alcuni casi migliaia) ed energia mentale e fisica in grandissima quantità.
Volendo farvi riflettere ... avete sacrificato importanti risorse (tempo e energia) per realizzarvi come operatori esperti.
Questa riflessione è da tenere ben presente sul lavoro al fine di migliorare i nostri comportamenti e contemporaneamente le condizioni di sicurezza.
Quindi, quando non sai come fare un certo lavoro o non ti senti proprio sicuro con quell'attrezzatura, devi sacrificarti per arrivare a conoscerla al punto giusto ... e allora devi nuovamente donare il tuo tempo e la tua energia.
Ad ogni modo, giusto per rinfrancare il concetto di questa informativa ... non può ottenere nulla di valore senza un prezzo da pagare.
E la prossima volta, quando magari sei preso da quel senso di stress perchè sei obbligato a svolgere un certo compito ... sappi che questo disagio è l'inizio della tua fase di apprendimento che ti porterà a migliorare le tue conoscenze e le tue competenze sul lavoro. O pensi che i maestri non apprendono mai più?

La migliore soluzione
La questione tempo è una variabile importantissima nel campo degli infortuni sul lavoro, perchè sono molte le situazioni accidentali accadute proprio per una fretta fin troppo eccessiva.
Essere rapidi è un conto, andar di fretta ne è un altro .. ed è bene soffermarci un paio di minutini per capire meglio questo concetto.
Come prima battuta mi permetto di dire che ogni lavoro ha un certo tempo per essere svolto: che siano minuti, ore o giorni ... il lavoro deve essere programmato ed effettuato in sicurezza ... intendo con ciò lo svolgimento di un buon lavoro ma in maniera altrettanto sicura.
Il fattore tempo il più delle volte diventa nostro avversario perchè il lavoro è stato mal programmato e, in linea generale, per una serie di ragioni tra cui queste:
- importo dei lavori basso rispetto alla commessa da svolgere
- mancanza nello stabilire i tempi per imprevisti (esempio: guasto mezzo)
- inadeguatezza delle attrezzature rispetto ai lavori (esempio: mezzo di piccola portata)
- mancanza di idonea preparazione dell'operatore (esempio: carenza di esperienza)
- organizzazione mal gestita (non sono ben precisi i compiti di ciascuno dei lavoratori)
In verità le situazioni sono ben più numerose ... ma già questo piccolo elenco ci conferisce l'idea che i tempi di lavoro non debbono essere calcolati a casaccio ... ma considerando una serie di fattori.
Quindi, quando, parte del tempo viene a perdersi ... soprattutto in prossimità dei termini di consegna di una commessa ... l'operatore (spinto perlopiù da altri fattori e soggetti) tenta di recuperarlo accelerando le proprie attività. Così facendo, oltre a mettere a rischio la propria incolumità, pone in pericolo anche quella di altre persone.
Di queste altre persone tante sono gli autisti dei mezzi di trasporto (camion, bilici, etc.) ... che volendo stare in prossimità dei mezzi con l'intento di dare una mano per velocizzare i servizi di carico e scarico ... si trovano spesso "invischiati" in investimenti e cadute di materiali dall'alto (bancali, tubi, brecciame, etc.)
Ricordatevi che un lavoro sicuro non dipende dal solo sentirsi sicuri ... perchè se bastasse solo questo pensiero ... non avremmo tanti incidenti e infortuni.
Ecco il motivo per il quale molte imprese si riuniscono prima dell'inizio dei lavori e a volte ogni santo giorno: intendono decidere "il sicuro da farsi!"
E' davvero uno spreco di tempo prendersi qualche minuto per capire come fare al meglio certe cose?

Perfeziona la conoscenza
Gran parte degli incidenti, e dei conseguenti danni alle persone, sono frutto di mancanza di esatta conoscenza. Potrà sembrarvi difficile questa mia espressione ... ma è proprio sulla conoscenza che fondo il concetto di questa piccola nota.
Diciamocela francamente ... oggi tanti operatori lavorano con queste attrezzature pericolose (carrelli, sollevatori, gru, pale, escavatori, piattaforme, etc.) ... ma mi viene subito da chiedervi ... "in che modo e in quali condizioni?"
Si, lettori cari, la differenza tra una persona che lavora consapevolmente in modo sicuro ed un'altra che si sente soltanto sicura di se stessa è enorme.
E mentre la prima persona sa come sta compiendo il proprio lavoro perchè conosce bene:
- le condizioni del mezzo che ha in uso
- le condizioni lavorative in cui opera
- le proprie condizioni psico-fisiche
... l'altra (la seconda persona) lavora invece adattandosi:
- al mezzo che gli affidano (molte volte scarso e inefficiente)
- alle condizioni di lavoro (spesso precarie, senza regole, assurde)
- alle proprie condizioni psico-fisiche
In passato ho verificato le cause di tanti incidenti negli ambienti di lavoro e il più delle volte ho scoperto che il "non aver saputo bene" è stato proprio l'elemento che ha dato spazio all'evento negativo.
E allora, visto che credo nella conoscenza e sono certo che chi conosce sa far meglio ... mi permetto di mettervi a disposizione un paio di risorse che interessano due attrezzature in modo particolare: in futuro provvederò personalmente a preparare altro materiale per le altre attrezzature.

Attrezzature Lavoro: Sei affidabile?
Certo, quanto vi racconto è un altro obbligo di legge a carico del Datore di Lavoro e sempre disposto dal Testo Sicurezza Lavoro di cui al D.Lgs. n. 81/2008.
Infatti, lo stesso Datore, ha l’obbligo di verificare il grado di affidabilità degli Operatori … cui ha intenzione di affidare loro l’utilizzo delle specifiche attrezzature di lavoro (carrello elevatore, gru, escavatore, piattaforma, etc.).
Per me “affidabile” significa … capace, responsabile … persona in grado di garantirmi che il tutto venga effettuato senza “momenti fuori testa”.
Riferisco ai partecipanti, durante i puntuali corsi che organizziamo e volti al conseguimento dei Patentini, che una persona può aver anche conseguito l’abilitazione … ma non essere ok per un tipo di lavoro specifico. Continuo raccontando loro del caso che ho vissuto in prima persona. Un tale operatore, in condizioni di lavoro su strada, non riusciva a mantenere la calma a seguito dei continui colpi di clacson da parte degli autisti fermi nel traffico.
Sorridendoci ancora adesso sul fatto, non sarebbe stata cattiva idea fornirlo di cuffie … ma dilà dell’ironica battuta … le persone che lavorano (i lavoratori) debbono essere idonee in tutto e per tutto, soprattutto, quando decidiamo di affidargli in  uso attrezzature particolarmente pericolose.
Un Datore di Lavoro dovrebbe venire a conoscenza di questi fatti anche da parte di segnalazioni dei restanti lavoratori: per questa ragione, non limitate la diramazione di informazioni che potrebbero risultare “sicure” per l’amico operatore … ma anche per noi stessi, dato che potremmo rimanere vittima proprio a causa della cecità mentale del nostro collega.

Tutti a scuola, non solo i bambini
Quando iniziano le scuole le mamme si dedicano alla verifica della cartella dei propri figli: se manca qualcosa, la si compra ... se qualcosa non è più utile, la togliamo dalla cartella. Insomma, l'idea è di prepararli al meglio per iniziare alla grande la nuova stagione scolastica. Stesso ragionamento (identico) deve essere fatto per il miglioramento della nostra dotazione di lavoro (dispositivi di protezione, ad esempio) ed alla verifica dell'efficienza dei nostri mezzi (cambio olio, sostituzione tergivetro o gomme, tubazioni, cingoli, cinture, etc.).
Mi piace pensare ad un Operatore come ad un Tecnico Specializzato ... ma questo mio pensiero (tra l'altro verissimo) non sempre si sposa con le intenzioni delle persone.
Salgo su un escavatore, su una piattaforma, su un carrello ... e mi presto a lavorare con le scarpe ginniche: posso mai considerarmi un Operatore Specializzato nell'uso dell'Attrezzatura che mi viene affidata?
Amici, qualcuno potrebbe dire che l'abito non fa il monaco ... ma qui non dobbiamo "apparire" ... dobbiamo, invece, evitare di "scomparire".
Ogni qualvolta mi riferiscono di un incidente, quasi sempre ciò accade per una mancata preparazione del lavoro e del lavoratore.
So che potreste trovarvi in disaccordo con me, ma credo anche di capirne le ragioni ... e la più importante sapete qual'è? Il fatto che per molto tempo siamo abituati a lavorare in un modo e ci viene difficile cambiare atteggiamento.
Qui tutti sanno che ci si può far male in modo serio ... ma sempre i "tutti" pensano di poter gestire ogni situazione: che dite, vogliamo chiedere conferma a chi oggi vive in sofferenza a causa di un incidente che gli ha comportato lesioni gravi e permanenti?
O vogliamo domandarlo a chi sta sopra di noi (molto più di 3 metri)?
Se soltanto sapessimo affrontare tutte le situazioni strane che la vita lavorativa può farci vivere ... senza dubbio non starei qui a diffondere notizie in favore dei lavoratori, nè tantomeno esisterebbe l'obbligo di rispettare la legge per la sicurezza delle persone che lavorano.

Col patentino rispondi delle tue azioni
In più di un'occasione ... non ci si rende conto delle responsabilità che abbiamo durante lo svolgimento dei compiti che ci vengono affidati.
Pensiamo che un lavoro vale un altro ma, invece, la situazione è ben diversa e con altrettanti riflessi anche di natura penale ... perchè il proverbio (chi rompe paga ... o altri di simile significato) è oramai noto a tutti e mai verrà seppellito!
Essere responsabili, significa essere lavoratori che rispondono del proprio operato. Quindi ...
- sei bravo (persona responsabile) quando svolgi il tutto in modo corretto
- sei meno bravo (persona non responsabile) quando tu fai accadere fatti strani
In più di un'occasione, dicevo, vedo operatori abilitati (quindi in possesso del benedetto patentino) che concedono in uso il mezzo che gli hanno affidato ad un altro lavoratore.
Sappiate bene questa cosa: se non siete voi il datore di lavoro, non potete pensare di incaricare altri ad usare una certa attrezzatura ... nemmeno se queste persone sono altrettanto esperte.
Ogni incaricato (cioè voi) ha l'esclusivo compito di operare secondo la formazione ricevuta ... pertanto debbono seguire le strette procedure di lavoro aziendali, di allertare circa situazioni anomali e di pericolo e, soprattutto, di non compiere attività di propria iniziativa.
Proprio questo ultimo passetto (non compiere attività di propria iniziativa) è spesso l'elemento che viene trasgredito ... ma è qui che si delimita la sottile linea di confine delle nostre responsabilità e quelle di altri.
Ora, penso che il messaggio sia molto chiaro e se proprio vogliamo evidenziarlo nuovamente, permettimi una domanda che ha il chiaro beneficio di auto-sottoporci al nostro esame di coscienza: quando lavori, rispetti ogni regola o le rispetti in parte ... dove la restante parte viene da te decisa in modo autonomo?
Fate la vostra parte perchè ogni soggetto della sicurezza (datore di lavoro, rspp, medico competente, lavoratore, etc.) deve svolgere la propria: se soltanto ciascuno portasse a termine il proprio preciso incarico ... sono certo che molti incidenti non si verificherebbero. E voi che ne pensate?

Quali D.P.I. utilizzare durante l'uso delle attrezzature di lavoro?
Quali sono i dispositivi di protezione individuale che debbo utilizzare durante l'uso delle mie attrezzature di lavoro?
Sentita una domanda del genere, il più delle volte, ci si immagina alla conduzione di un'attrezzatura ... e, quindi, sembrerebbero davvero ridicoli alcuni D.p.i. che potrebbero proporvi: ma la verità è ben altra e mi spiego subito!
I D.p.i., per chi conduce mezzi quali ad esempio il muletto, l'escavatore o la piattaforma aerea, non debbono essere necessariamente scelti per quando si utilizzano queste attrezzature ... ma per tutte le tipologie di lavoro che potresti eseguire ... dove l'attrezzatura presenta dei pericoli per la tua incolumità fisica.
Una situazione esplicativa rende meglio il concetto che voglio trasferirvi: se dobbiamo eseguire un'attività di pulizia ai cingoli della nostra pala meccanica o alle batterie del nostro muletto o della nostra piattaforma ... qui ci sono dei pericoli di cui preoccuparci!
Infatti, pulendo i cingoli nella parte interna di una pala, potrei urtare la testa contro una parte della struttura ... mentre una fase di manutenzione delle batterie potrebbe farmi "incontrare" delle sostanze altamente corrosive come gli acidi. Pertanto, come datore di lavoro, vi obbligherei ad indossare il casco nel primo caso e la mascherina a protezione degli occhi nella seconda ipotesi.
Ma quanto esemplificato deve essere soltanto la base per un'attenta valitazione dei rischi connessi alle attrezzature di lavoro ... dove per rischi non si comnprendono soltanto quelli presenti durante la sua diretta conduzione.
Molte persone sono state vittima di tagli alle dita di una mano proprio perchè eseguivano operazioni di manutenzione senza le prescritte protezioni.
Concludendo, il corredino standard non esiste ... semmai esiste un corredino che deve esservi cucito ad opera d'arte in base al vostro operato effettivo!
Per quanto detto dovete chiedere consigli ai Tecnici della Sicurezza ... ma potete anche (soprattutto se siete lavoratori in proprio) ricercare voi stessi come proteggervi al meglio ... leggendo attentamente il libretto d'uso e manutenzioni ... e confrontando il vostro sapere con la conoscenza che, fortunatamente, oggi troviamo su internet.
La responsabilità del "sapere" è dovere di tutti: non portiamoci a casa guai che talvolta sono irreparabili!

Quali controlli sanitari per gli operatori di attrezzature?
Qualche persona mi chiede quale possa essere il percorso delle visite mediche necessarie per poter condurre le attrezzature di lavoro.
Sapete bene che, ogni datore di lavoro, prima di affidare in uso questi mezzi (carrelli, escavatori, trattori, piattaforme, gru, etc.) deve accertarsi che il lavoratore sia idoneo alla specifica mansione di conduttore.
Ad onor del vero molto si è scritto su questo argomento ... ma per esperienza vi dico che tanti operatori risultano idonei senza essere stati oggetto di un completo protocollo sanitario (insieme delle visite, analisi, test previsti per le specifiche mansioni).
Ad esempio ... per quanto concerne la vista bisognerebbe accertarsi che sia ottimale (eventualmente anche con lenti correttive di supporto), che lo sia per entrambi gli occhi, che l'operatore abbia una chiara percezione dei colori (alcune persone, infatti, hanno difficoltà nella distinzione dei colori).
Ma dopo ciò ... tanti operatori non sono stati posti a questi controlli e nemmeno mi interessano le ragioni ... tanto non dovrebbero essercene!  Continuando, in linea generale, ogni operatore deve:
- avere una buona vista
- percepire distintamente i colori
- avere un udito ottimale
- essere integro fisicamente
- avere un'ottimale coordinazione di movimento
- essere in possesso di un'eccellente prontezza di riflessi
- non avere problemi con sostanze alcoliche e/o stupefacenti
- avere un forte senso di responsabilità, diligenza e prudenza
- essere una persona affidabile per la pericolosità delle attrezzature
Altri aspetti ed approfondimenti sanitari vengono considerati a livello soggettivo anche in base alla cronistoria sanitaria del lavoratore candidato all'uso delle attrezzature (ad esempio, per le persone che soffrono di costanti mal di schiena).  Se è vero, quindi, che le attrezzature debbono essere efficienti e, pertanto, in piena salute ... identico ragionamento vale per le persone che lavorano: quale garanzia potremmo avere diversamente?

Il noleggio dei mezzi
Può accadere, che per sopravvenute necessità, abbiamo bisogno di un mezzo a noleggio: queste situazioni capitano quando la nostra attrezzatura non è propriamente idonea per il genere di lavoro da svolgere … o quando non abbiamo un’attrezzatura e ciò potrebbe succedere quando dobbiamo lavorare fuori zona, lontano dalla nostra consueta sede.
In questi casi, rivolgendoci ad un noleggiatore, è bene capire come comportarci … al fine di evitare spiacevoli sorprese in ordine all’attrezzatura ed alle necessarie abilitazioni utili per poterle condurre.
In prima battuta, una volta deciso quale sia l’attrezzatura che ci occorre, dobbiamo verificare se la stessa è completa anche per quanto concerne tutta la sua documentazione. Dobbiamo infatti disporre dei libretti di manutenzione ed uso … delle schede tecniche e di conformità … e delle eventuali verifiche periodiche quando la nostra attrezzatura viene ricompresa fra le apparecchiature di sollevamento di persone o di materiali.
Fatto ciò, il noleggiatore, può conferirci in uso il mezzo a due condizioni specifiche:
1) che lo stesso ci rimetta dichiarazione sulla sicurezza e idoneità del mezzo
2) che lo stesso noleggiatore riceva da noi (scritta da parte del datore di lavoro) una dichiarazione attestante i conduttori incaricati all’uso dell’attrezzatura, i quali dovranno essere in regola con il patentino richiesto dalla legge
Senza questi due passetti non è possibile noleggiare il mezzo e sono sanzionate le eventuali difformità normative.
Ricordo, perché è giusto tenerlo a mente, che ciò può rappresentare una grave irregolarità ai fini del Testo Sicurezza numero 81 del 2008, il cui allegato “1” prevede la sospensione immediata dell’attività lavorativa e, quindi, anche del mezzo oggetto del noleggio.
In aggiunta, datevi il tempo necessario per conoscere l’attrezzatura scelta … onde evitare rischi per la vostra salute e quella di altre persone, causate proprio da una precaria (se non addirittura assente) praticità nell’uso del mezzo.

Picchi intensi di lavoro? La fretta può ...
Alcune attività lavorative entrano nel vivo per pochi mesi dell'anno: mi riferisco, ad esempio, alle industrie conserviere o a quelle dei produttori di imballaggi. In questi brevi periodi deve essere effettuata l'intera produzione annuale: già, i pelati si producono in estate ... e ciò dovrà servirci per vendere tutto l'anno! E' fiosologico per queste attività stagionali, quindi, veder aumentare i ritmi di lavoro e, come ben sappiamo, la fretta non è sempre buona consigliera ... anzi.
Conosco molte di queste attività ... e so per certo che questi rischi vengono presi, perlopiù, da imprenditori di vedute "leggere" ... poco attenti addirittura delle proprie tasche ... perchè sono davvero tanti i soldini che potrebbero occorrere in caso di incidente sul lavoro.
Come sempre sostengo ... è bene prepararsi per il peggio (anche se per forza non deve accadere) ... dove il peggio, in questo caso, è proprio l'aumentare dei ritmi di lavoro ed i conseguenti rischi a danno delle persone!
A maggior ragione, pertanto, un'azienda dovrebbe organizzarsi ancor di più ... decidendo come operare in questi periodi "caldi".
Si, ci vorrebbero delle vere regole di lavoro stagionali ad incremento di quelle generali ... dove espressamente andrei ad imporre:
- le modalità di accesso e di uscita degli automezzi (visto il maggior traffico)
- maggiore disciplina circa il rispetto delle regole
-assenza assoluta nelle aree di rischio di persone diverse dai "veri addetti ai lavori" - tanti altri aspetti legati alla tipologia e alla specificità del lavoro
Un altro elemento, sempre dovuto dalla stagionalità estiva, è il caldo ... dove "sfianca" le persone che lavorano più del previsto. Perdonatemi ... ma talvolta basterebbero poche azioni e poche spese (se non zero) per diminuire le temperature negli ambienti di lavoro!
Ma perchè ho preso in esame il caldo? Semplicemente perchè chi lo subisce non vive certamente la migliore delle giornate lavorative sotto il profilo fisico, mentale ... e produttivo.
Quindi, per combatterlo, abbiate cura di voi stessi ed evitate cibi e bevande che portano ad appesantimenti, sete, gonfiori, scarsa digeribilità: questi situazioni non ci portano ad essere brillanti per come dovremmo invece essere per dare il meglio di noi stessi ... e per garantirci il meglio per noi stessi!

Zero limiti, una volta abilitati
Ogni tanto c’è chi mi chiede quali attrezzature si possono utilizzare una volta conseguita l’abilitazione specifica … il patentino.
Ad esempio, l’ho conseguita per le gru su camion, e voglio sapere fino a quale portata massima o, al limite, fino a quale lunghezza massima del braccio!
La risposta interessa tutte le attrezzature previste dall’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 in vigore, come ben sapete, dal 12 marzo 2015.
Una volta conseguita l’abilitazione non esistono vincoli, limiti da rispettare … e ciò perché è la stessa legge che non pone confini di alcun genere!
Se proprio vogliamo dei limiti … se proprio intendiamo scoprirli … hanno più a che fare con:
- le condizioni dell’attrezzatura (sempre efficiente deve essere)
- le condizioni e le procedure di lavoro
- le condizioni psico-fisiche dell’operatore
Pertanto se avete conseguito il patentino potete utilizzare qualsiasi modello afferente a quella specifica abilitazione … dove è certo che dovreste curare maggiormente la parte “addestrativa”, ovvero, quella fase che porta ad una migliore conoscenza e modalità d’uso dell’attrezzatura di lavoro che andrete ad utilizzare per lo svolgimento delle vostre attività di lavoro.
E’ un passo importante questo … poiché sono davvero molteplici le situazioni di incidenti sul lavoro … causate proprio da una mancanza di conoscenza dei mezzi da parte degli operatori incaricati all’uso! Preferite, su questo punto, ad attivarvi al fine di far seguire (da persona più esperta) quelle persone che non hanno una elevata dimistichezza con le attrezzature.
Se non ci accostiamo col buon senso necessario … probabilmente, "le carte", rimarranno soltanto belle parole scritte in un fascicolo!

Riparazioni e sostituzioni
Le attività di manutenzione delle nostre attrezzature devono essere eseguite nel pieno rispetto delle volontà del costruttore … esplicitamente indicate nell’indispensabile libretto d’uso e manutenzione.
Infatti, una cura diversa da quanto indicato, solleva il costruttore da eventuali accidenti … e le conseguenti responsabilità ricadono sulle persone che hanno compiuto quella specifica attività o quelle altre persone che spingono (non consapevoli dei gravi pericoli) altri lavoratori ad eseguirle.
Quest’ultima puntualizzazione vale ancor di più per i datori di lavoro o per i responsabili di varie aree e reparti.
E’ altrettanto importante anche la verifica di eventuali pezzi da sostituire: talvolta, più di talvolta, le sostituzioni avvengono mediante l’installazione di ricambi non certificati dal costruttore o, peggio ancora, pezzi di ricambio adattati!
Vorrei ricordarvi che la manutenzione delle attrezzature ha come preciso scopo quello di avere sempre a disposizione uno strumento di lavoro efficiente … il che significa che questi funziona esattamente per come deve funzionare.
Aggiungo anche che la manutenzione deve essere documentata: conservate, quindi, tutti i rapportini di lavoro che ci vengono rilasciati dai vari tecnici … meglio ancora se istituite un vero e proprio registro della manutenzione … dove annotare puntualmente la data e la bontà degli interventi effettuati per la cura efficace dell’attrezzatura stessa.
Come operatori … a questo punto … vi invito ad allertare immediatamente i nostri superiori per eventuali anomalie riscontrate: ognuno, fra i vari soggetti della sicurezza, ha i propri compiti … e questa è una delle precise parti che vi compete direttamente … senza posticipare nel tempo queste segnalazioni. La sicurezza è un insieme di regole … ma se non vi approcciate col buon senso necessario … probabilmente le condizioni di lavoro non saranno per voi le più garantite.

Nuovo provvedimento verifiche periodiche
Un interessante provvedimento del 03/03/2015 da parte del Ministero del Lavoro ha fatto luce su alcuni aspetti legati alle Verifiche Periodiche da parte, oltre che degli Enti Pubblici, degli Soggetti Privati Abilitati.
In particolare, a seguito di anomali comportamenti da parte di questi ultimi … l’INAIL, le ASL e l’ARPA … possono proporre (al Ministero del Lavoro stesso) eventuali azioni di carattere “punitivo” che vanno dalla sospensione temporanea e che arrivano fino alla cancellazione definitiva dall’elenco dei soggetti abilitati.
Tra i comportamenti anomali da parte dei Soggetti Abilitati rientrano:
- variazioni, al ribasso o al rialzo, dei prezzi in misura superiore a quelli consentiti
- personale addetto alle verifiche non idoneo secondo i criteri ministeriali
- mancato rinnovo della polizza assicurativa
- mancanza di comunicazione dei dati informatici
Credo sinceramente che sia un atto di notevole importanza … dove si evidenza la chiara volontà ministeriale di tenere sotto controllo le attività privatizzate e di mantenere sempre alti i livelli di professionalità … indispensabili per garantire sempre più la sicurezza delle persone che lavorano.
Un ultima nota: sempre con il sopra citato provvedimento sono state oggetto di modifica le tabelle ministeriali dettanti i prezzi da applicarsi in fase di verifica periodica delle attrezzature.
Qualora abbiate necessità di regolarizzare le vostre attrezzature di sollevamento, sia di persone che di materiali, potete contattarci al fine di aiutarvi prontamente senza che le vostre attrezzature mobili escano dalla vostra sede di lavoro.
Ad ogni modo è mio desiderio veder leggere i libretti d’uso e manutenzione da parte dei vostri lavoratori: non finirò mai di dire che … questi documenti … sono la voce di chi ha messo al mondo le attrezzature che voi ora state utilizzando: la conoscenza è il primo dei passi importanti da compiere!

Stabilità ottimale
Nell’ambito delle attrezzature di lavoro la stabilità dei mezzi è fondamentale per evitare ribaltamenti degli stessi. In molti delle situazioni in cui si verifica il ribaltamento possono accadere danni importanti in termini di lesioni gravi e, addirittura, la perdita della vita quando le lesioni raggiungono soglie ben più gravose.
Alcuni mezzi sono oggetto del rischio di ribaltamento durante il loro transito … altri durante la loro fase di lavoro anche se queste attrezzature sono posizionate in modo fermo  sulle aree destinate al lavoro.
Fra i primi troviamo i carrelli elevatori, i sollevatori, i trattori … fra le restanti, invece, le piattaforme aeree con stabilizzatori e le apparecchiature di sollevamento merci in genere.
Per le attrezzature di cui al primo gruppo è necessaria una pavimentazione di transito quanto ben più livellata possibile, senza buche o altri intralci ed in un certo stato di pulizia da alcuni agenti che possono rappresentare la causa di perdite di stabilità (presenza d’olio, ad esempio).
Per i mezzi di lavoro di cui al secondo gruppo … è importante, invece, verificare la compattezza della superficie di posizionamento dell’attrezzatura: vorrei, ad esempio, ricordarvi che molte di queste … prima di poterle utilizzare … necessitano di abbassamento degli stabilizzatori. In questi frangenti evitiamo terreni mollicci e, in genere, superfici poco compatte: e non dimentichiamoci di frapporre le piastre fra la base degli stabilizzatori e la superficie d’appoggio.
Lavori su strada
Purtroppo questa sezione prende spunto proprio da un incidente mortale sul lavoro accaduto nelle nostre vicinanze.
Il fatto, accaduto circa due mesi fa, è avvenuto durante un’attività lavorativa svolta su strada: non entrerò nei particolari … a me interessa soltanto raccontarvi cosa bisogna fare quando si lavora su strada … perché dietro ad un evento, benché spiacevole e tragico come questo, l’unica cosa da apprendere è l’insegnamento per evitare altre situazioni di questo genere.
Quando si lavora su strada, oltre al Testo Sicurezza di cui al D.Lgs. 81 del 2008, bisogna tener conto degli obblighi disposti dal Codice della Strada … al fine di tutelare anche altre persone che potrebbero essere lese dal nostro comportamento, dalle nostre attrezzature all’opera, dalle sostanze e materiali che utilizziamo in queste fasi lavorative.
Quanto ai lavoratori presenti su strada … il codice impone di indossare indumenti ad alta visibilità: con questi indumenti noi veniamo maggiormente visti da altri veicoli … e ciò ci garantisce maggiormente verso il rischio di investimenti accidentali.
Quanto alle attrezzature utilizzate (gru, piattaforme, minipale, etc.) le stesse debbono risultare conformi ai disposti di legge che impongono di rendere quanto più visibile ed idoneo il mezzo che lavora su strada.
Pertanto risultano obbligatori i girofari (lampeggianti luminosi), gli specchietti, gli indicatori di direzione, i fari, etc.
In aggiunta è necessario disporre la segnaletica stradale (con un certo anticipo rispetto al luogo preciso di lavoro) la quale è efficace per evitare collisioni fra i veicoli transitanti e le nostre attrezzature.
Quando le attività di lavoro vengono espletate su strade particolarmente trafficate … si dovrebbe regolare il traffico, soprattutto nei casi di carreggiata ridotta. Nei casi di lavoro non terminato in giornata … il cantiere (macro o micro che sia) deve essere messo in sicurezza con i più opportuni accorgimenti e strumenti.
Vi invito, inoltre, a dar lettura del libretto d’uso e manutenzione del vostro specifico mezzo di lavoro: la voce del costruttore è il Vangelo per voi Operatori di attrezzature di lavoro.

Acquisti usati
Le attrezzature le vorremmo tutte nuove … ma talvolta la decisione d’acquisto punta dritto alle attrezzature usate.
Quando si acquista un’attrezzatura usata è bene anche sapere che noi non conosciamo la sua storia, ovvero ad esempio, come è stata usata o come è stata mantenuta.
E’ chiaro che sono domande di una certa portata, visto che le risposte sono legate alla salute dell’attrezzatura.
Per esperienza (cara e un po’ amara, vi sono sincero) controllate il tutto … compresso l’autocarro se la stessa vi è installata sopra (gru per autocarri o piattaforme elevabili, ad esempio).
Oggi, purtroppo, sono molti i casi di acquisti poco azzeccati: ma vorrei che consideraste che certe attrezzature sono effettivamente molto pericolose … e le condizioni delle stesse debbono essere pienamente idonee per garantire la sicurezza degli operatori e delle altre persone.
Pertanto ... una verifica straordinaria iniziale (prima di adoperarla per lavoro) è fondamentale: parlo di ingrassatura, di controllo dei liquidi, di verifica dei dispositivi di sicurezza e di altri tanti aspetti dell’attrezzatura.
In questa fase, anche se i costi lievitano un po’, le attività di verifica e manutenzione debbono essere svolte da personale altamente qualificato ed esperto … sempre per la nostra massima garanzia.
Per le attrezzature che prevedono le verifiche periodiche (gru, piattaforme, etc.), preoccupatevi di avere fra le mani gli incartamenti in piena regola. Un’attrezzatura se non portata a verifica e, quindi, non idonea per essere utilizzata … è potenzialmente oggetto di sospensione da parte degli enti di controllo preposti al servizio di vigilanza.

Cosa potrebbe colpirci la faccia?
Le attrezzature, per come le acquistate, non sono sempre idonee … perciò è bene che ne valutiate tutte le caratteristiche in relazione all’uso che ne dobbiamo fare.
In questa sezione parleremo dei rischi che possono creare danni al volto dei lavoratori: ne sanno qualcosa, soprattutto, gli operatori che si adoperano con mezzi per attività di demolizione … ma anche quelli impegnati nel comparto agricolo … fermo restando che, se ci riflettiamo un po’ di più, possiamo trovare tante altre situazioni pericolose in diversi settori.
Chi lavora in attività di demolizione … potrebbe venir colpito da sassi!
Chi, invece, opera nel campo dell’agricoltura … da frasche o da rami di alberi!
Più per la prima ipotesi, che per la seconda … opterei (ma è molto più di un’opzione) per mezzi con cabine particolari che ci proteggono da questi pericoli.
Oppure, se possibile (e quasi sempre lo è) … nell’apporre alle nostre attrezzature validi sistemi di protezione … come le griglie di natura metallica.
Ma attenzione, queste griglie metalliche, da una parte proteggono il volto … dall’altra, invece, diminuiscono la visibilità dell’operatore durante le fasi di svolgimento del suo lavoro.
Quindi, maggiore prudenza e diligenza … come consiglio e come giusto che sia.
Purtroppo, tanti incidenti, accadono per inadeguatezza delle attrezzature: la Ferrari, considerata una delle vetture più belle e sicure al mondo … mai la vedrei all’opera in una grande traversata del deserto!
Un avviso, quindi, non solo per gli operatori … ma pure per i tecnici della sicurezza: la valutazione dei rischi è una professione che possono svolgere le sole persone che hanno determinate conoscenze!

Il trasporto dei nostri mezzi
Alcune attrezzature, per essere dislocate da una sede di lavoro ad un’altra, debbono essere trasportate tramite altri veicoli.
La nostra sezione, come ben sapete, riguarda la sicurezza … e crediamo che il trasporto delle attrezzature possa considerarsi un’attività particolarmente rischiosa … alla quale ci permettiamo di fornirvi qualche utile suggerimento di carattere tecnico-operativo.
In prima analisi è bene valutare i rischi connessi al posizionamento dell’attrezzatura sul carro (o sul rimorchio): questa fase è molto pericolosa, soprattutto per le meno appropriate attività di carico del mezzo che notiamo spesso anche in qualche filmato presente su internet … dove qualcuno carica il mezzo senza far uso delle rampe!
E’ giusto dirvi che la salita del mezzo deve avvenire proprio tramite rampe efficaci che abbiano una larghezza sufficiente per evitare la caduta del mezzo durante la fa della salita.
Il mezzo, a sua volta, deve essere reso quanto più immobile possibile … al fine di evitare oscillamenti che possono causare l’instabilità dello stesso ed il rovesciamento dell’attrezzatura.
Alcune attrezzature possono essere caricate tramite apparecchiatura di sollevamento. In questi casi è bene “arpionare” l’attrezzatura (ad esempio la minipala) nel punti di sollevamento previsti dal costruttore.
La seconda fase concerna la “legatura” dell’attrezzatura caricata tale da renderla quanto più stabile possibile e cercando di evitare di caricare il baricentro del mezzo verso la parte finale del pianale di carico. Le benne, le forche, i bracci … debbono essere quanto più prossimi alla cabina dell’attrezzatura di lavoro (del carrello, dell’escavatore, della pala, etc.).
Durante il trasporto (terza fase) evitare velocità non moderate, sterzate brusche, frenate improvvise … considerando sempre che avete un’attrezzatura mobile caricata … seppur immobilizzata al meglio!
L’ultima fase (la quarta) concerne la discesa del mezzo: come per la salita, anche in questo caso fate uso delle rampe idonee, immobilizzate il carro o il rimorchio, muovetevi con massima prudenza.
E’ importante sottolineare la forte pericolosità cui possono essere soggette altre persone presenti nei paraggi: credo che sia sciocco non pensare ai danni che possono arrecarsi a seguito di investimento causato dalle attrezzature in caduta!
Voglio dire … stiamo lontani dalle zone di pericolo, siamo diligenti!

Mai arrangiarsi!
Le attività di lavoro debbono essere svolte, ma è chiaro che questo debbono avvenire nel pieno rispetto delle norme di sicurezza a tutela dell’incolumità fisica delle persone.
Per esperienza, però, noto che alcune fasi vengono eseguite senza le debite attrezzature ed in assenza, anche, dei previsti accessori.
Sarà pur vero che, alla fine, il lavoro lo vedremo completato … ma con quanti rischi per la nostra salute?
Il bello … anzi il brutto … è che quando si svolgono lavori “alla casaccio” questi riescono bene anche quando non vi è il rispetto delle corrette procedure di servizio. Dicevo il “brutto” perché chi opera male e nel contempo porta a termine il compito … si vede aumentare i propri livelli di autostima circa quel lavoro … ed il prossimo servizio da svolgere … simile al precedente … verrà praticato alla medesima maniera.
Mai possibile, quindi, che bisogna essere persone sicure soltanto quando la buona sorte ci assiste? E quando ciò non avviene … pensate seriamente a cosa potrebbe accaderci?
A questo punto concedetemi la possibilità di elencare alcune cose strane che possono intrappolarci nella morsa del rischio:
- uso della gru come piattaforma
- funi e catene non idonee
- sollevamento persone con benne
- ganci e bilancieri inventati per l’occasione
- tavole di legno al posto degli stabilizzatori
- … … …
Certo, mi direte, ma sai Francesco oggi come si lavora?
Certo, vi rispondo … in qualunque modo che di sicuro non vi porti ad essere vittima di un incidente!
C’è sempre un modo migliore di fare le cose … purtroppo, però, riteniamo che quelli a cui abbiamo pensato … siano i più efficienti e sicuri in assoluto: ma è davvero proprio così?

L’importanza dei pittogrammi
La vita va avanti e le novità sono sempre all’ordine del giorno in ogni campo.
Nel nostro campo, quello delle attrezzature, ho avuto modo di vedere un’attrezzatura rimessa a nuovo dal datore di lavoro … ma spoglia delle informazioni poste dal costruttore dell’attrezzatura stessa.
Mi riferisco ai pittogrammi (informazioni poste su adesivi applicati sul mezzo) … dove questi strumenti informano, appunto, l’operatore su concetti e notizie importanti.
Prima di eseguire, dunque, migliorie alla vostra attrezzatura (verniciatura, ad esempio) è bene fare una foto preventiva … per poi predisporre gli stessi pittogrammi così come erano stati posti dal costruttore dell’attrezzatura.
Dilà di una sanzione per mancata informazione … l’assenza del pittogramma potrebbe dar spazio a problematiche ben più importanti e pesanti … come la “colposità” dei responsabili della sicurezza nei casi di incidenti lavorativi dovuti per scarsa informazione dell’operatore.
Prendo spunto anche per controllare lo stato attuale dei vostri pittogrammi: tanti sono sbiaditi, poco leggibili … privi, pertanto, del giusto senso e valore che dovrebbero invece offrire a chi fa uso delle attrezzature di lavoro.

Indagini approfondite
Con lo scopo di garantire la “sostanza e l’efficienza” delle attrezzature di lavoro, il Datore di Lavoro, nei casi previsti dalla Leggi o dalle Norme Tecniche … deve sottoporle ad indagine approfondita.
L’indagine approfondita è una delle tre maggiori classi di verifica previste dal Decreto Ministeriale dell’11/04/2011 che, ricordiamo, concerne i requisiti e le modalità di svolgimento delle verifiche delle attrezzature di sollevamento di persone (piattaforme aeree), di sollevamento materiali (gru in genere) e di altre attrezzature come ascensori, montacarichi ed idroestrattori.
Sono tante le aziende che non si preoccupano delle indagini approfondite e che, quindi, corrono seri rischi sul lavoro.
Basti pensare alla ruggine, alla bontà dei perni e delle saldature, alle condizioni della struttura di appoggio (fissa o mobile), etc.
Queste indagini sono a cura del datore di lavoro il quale, probabilmente, dovrà rivolgersi a soggetti esperti con l’obiettivo di “riqualificare” la propria attrezzatura … per conferire alla stessa, nei limiti delle possibilità, ulteriore vita lavorativa in condizioni di sicurezza.
La periodicità di queste indagini è solitamente ventennale … ma questi limiti si riducono a dieci anni secondo alcune norme tecniche in materia di verifiche.
Nel dubbio credo che sia saggio leggere al meglio le informazioni del costruttore (contenute nel libretto d’uso e manutenzione che accompagna l’attrezzatura) o, ancora, contattare il costruttore stesso comunicando, preferibilmente, con qualche persona del proprio staff tecnico. In alternativa, ancora, internet è quanto di meglio possiamo avere per approfondire le nostre ricerche: due parole e … clic … via alla ricerca delle informazioni che ci occorrono.
Voglio concludere questo argomento con una disamina generale di quanto bisogna appunto verificare durante le indagini approfondite:
  • verifica elementi strutturali (travi, ad esempio): eventuali usure, deformazioni, danneggiamenti, corrosone, lesioni, etc.
  • verifica delle saldature esistenti: stato di conservazione e legatura, spaccature, mancanza di continuità, etc.
  • verifica di perni, dadi, carrucole, ruote, pulegge, etc.
  • verifica accessori di sollevamento: funi, catene, ganci, bilancieri, etc.
Di queste indagini ne dobbiamo avere traccia, dato che gli Enti di Verifica (privati o pubblici che siano) ne vogliono prendere visione secondo lo stesso D.M. del 11/04/2011.

Di quali rischi ti preoccupi?
Il mondo delle attrezzature di lavoro viene visto generalmente in modo meccanico: forse perché sono strutturate in un certo modo … o perché hanno un certo peso o un certo volume … o semplicemente, ancora, perché pensiamo che possano esporci a soli determinati rischi.
Quando parlo di sicurezza, voglio sempre allargare gli orizzonti … e relativamente alle attrezzature mi sembra poco interessante istruire i lavoratori sui soli rischi di ribaltamento, di cadute di materiali dall’alto, di investimenti, etc.
Esistono tanti altri rischi che come sempre meritano un’attenta valutazione … e di questi rischi, molti, non sono nemmeno legati a quando l’attrezzatura è in azione.
Pensate, quindi, a queste situazioni … riflettiamoci per il giusto tempo … e se è il caso (difficile davvero il contrario), ampliamo ulteriormente gli scenari.
Ad esempio … quale danno potrebbe essere arrecato ad un lavoratore durante l’attività di manutenzione del mezzo ricevuto in consegna? Intrappolamento, fumi, vapori? Tutto qui … nient’altro?
Bè, un lavoro mentale del genere potrebbe essere svolto anche in tante altre ipotesi di lavoro: il mio consiglio è di avere davanti agli occhi il film di “cosa” ne viene fatta dell’attrezzatura, di come potrebbe venir utilizzata (pulizia, spostamenti su altri mezzi … ad esempio).
Di riflesso, una volta analizzate le situazioni … è logico prevenire i rischi sollevati e se è il caso eliminarli, ridurli all’osso: per quelli residui, invece, ci preoccuperemo di dotare i nostri lavoratori dei più idonei ed efficaci dispositivi di protezione individuali.
In merito ai D.P.I. … non esiste il “completino” del lavoratore perfetto … ma si può confezionare sullo stesso il vestito della sicurezza di cui ha necessariamente bisogno.
Pertanto … e questo è un altro bel modo di ragionare … possiamo anche vedere la sicurezza di un lavoratore rapportata ai D.p.i. che sono in commercio … e capire in quale situazione quella protezione potrebbe essere d’aiuto al mio lavoratore.
Capite … se vedo una mascherina mi chiedo: in quale situazione il mio lavoratore con quell’attrezzatura potrebbe averne bisogno? Se esiste un rischio, mi appresto a consegnare il D.p.i. … diversamente passo al successivo dispositivo!
Un giorno, così facendo, scoprimmo che un lavoratore che utilizzava una gru su autocarro non aveva in dotazione la cintura anticaduta: intanto aveva come accessorio il radiocomando a distanza … intanto, spesso, trovava come “torretta di controllo” soppalchi, solai … privi di parapetti, ponteggi, balconi.
Bè a volte la vita deve essere come una frittata … la devi girare sotto e poi sopra!
Nella sezione risorse del nostro sito internet – vvvvv brixia info – trovate a disposizione importanti informazioni … preziose per la sicurezza dei lavoratori che utilizzano attrezzature di lavoro durante lo svolgimento delle proprie mansioni!



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